Lacrime, fiori bianchi e palloncini: lo straziante addio a Giulia e Alessia

Migliaia di persone hanno reso omaggio nella camera ardente aperta alle 8 di stamattina alle due sorelle travolte e uccise dal Frecciarossa domenica mattina alla stazione di Riccione. Devastato dalla disperazione il papà, ancora incredula la mamma arrivata dalla Romania dove si era trasferita. L’abbraccio di Senorbì a Vittorio, alla cerimonia è presente il sindaco Alessandro Pireddu, in tanti ai funerali delle ragazze, 15 e 17 anni, amatissime da tutta la comunità di Castenaso, in Emilia, dove vivevano.

Lacrime, fiori bianchi, palloncini. Dolore, immenso e incontenibile. Strazio. Domande, tante, che resteranno per sempre senza risposta. Inconsolabile papà Vittorio, che le sue bambine le adorava e che proprio quella maledetta domenica stava male e non era potuto andare a prenderle come faceva sempre. Incredula la madre, che non vedeva le figlie da qualche mese perché si era trasferita in Romania, lasciandole con il papà con cui avevano un rapporto simbiotico, si adoravano a vicenda raccontano tutti.

Una folla di amici e giovanissimi, stretti tra di loro nel dolore, alcuni vestiti di nero, tantissimi fiori bianchi e palloncini dello stesso colore verso il cielo, le grandi foto di Giulia e Alessia, 17 e 15 anni, sorridenti vicine alle bare bianche. Così Castenaso, dove oggi è lutto cittadino, ha dato l’ultimo saluto ai suoi due angeli, con una cerimonia pubblica aperta a tutti perché le due sorelle erano molto amate in paese.

“Nessuno si senta ai margini, anche se non è visto con gli occhi, ma tutti siamo importanti per diventare popolo e lo diventeremo in questo momento se avremo il coraggio di fare silenzio e del rispetto, perché tutto questo diventi tenerezza”. Lo ha detto don Giancarlo Leonardi celebrando i funerali nella chiesa della Madonna del Buon consiglio. A volte “abbiamo bisogno di silenzio per andare in profondità, abbiamo bisogno di uno sguardo del cuore e di far tacere tutto il resto”, continua don Giancarlo. Oggi “ci sono anche tante domande, le domande che sono in ciascuno hanno bisogno non solo di essere manifestate ma di essere ascoltate”, aggiunge il sacerdote. La chiesa, dove era stata allestita anche la camera ardente, è piena. Presenti anche la sindaca di Riccione, Daniela Angelini, l’ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, l’assessora regionale Irene Priolo, l’assessore Daniele Ara in rappresentanza del Comune di Bologna e Alessandro Pireddu, sindaco di Senorbì, il paese di cui è originaria la famiglia. Prima delle esequie, dell’altare è stato chiesto ai presenti di non avvicinarsi ai familiari, “molto provati”, raccomandando un po’ di discrezione. Visto il gran caldo, fuori dalla chiesa è stata posizionata un’autobotte per la distribuzione di acqua.


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