La vittoria di Michela, Oss cagliaritana in Lombardia: “Dopo 6 anni contratto in arrivo nella mia Sardegna”

Il suo appello su Casteddu Online non è caduto nel vuoto, anzi. Michela Vincis, 43 anni, presto potrà riabbracciare e stare con la figlia: “Mi ha contattata una struttura privata del Medio Campidano, sono disposti anche ad assumere mio marito siciliano, infermiere”, racconta, con la voce che trema dall’emozione: “Qui al nord Italia la vita è molto più difficile”


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Ha fatto un tentativo, forse più uno sfogo, un voler urlare al mondo che è ingiusto dover abbandonare la terra nella quale si è nati per lavorare, soprattutto quando si hanno le competenze per fare questo o quel mestiere. E, clamorosamente, ha centrato l’obbiettivo principale: Michela Vincis, Oss cagliaritana quarantatrenne, in provincia di Lecco da sei anni pur di poter avere un’occupazione, presto tornerà nella sua Sardegna e all’orizzonte c’è la firma di un contratto da operatrice socio sanitaria per lei e da infermiere per il suo compagno, originario della Sicilia. “I titolari di una struttura privata del Medio Campidano hanno letto l’articolo di Casteddu Online e mi hanno subito chiamata perchè hanno bisogno di personale”. E pazienza se la telefonata non è arrivata da un ospedale pubblico, per esempio dal quel Brotzu nel quale, la notte, trovare un Oss equivale a fare 6 al SuperEnalotto o giù di lì: “Ciò che conta è poter lavorare e vivere nella mia terra, accanto a mia figlia, e poter andare a trovare mia madre in cimitero, morta due anni fa, ogni volta che voglio”. A fine mese il colloquio decisivo, ma la Vincis è assolutamente positiva: “Hanno bisogno di una Oss e di un infermiere, eccoci: io e il mio compagno”.
Lei, abituata ai ritmi e al modo di vivere sardo, non avrà problemi, lui magari dovrà ambientarsi, ma non c’è un filo di preoccupazione nella voce di Michela Vincis: “Ero fuggita qui nel nord Italia per disperazione, costretta a fare le valigie, abbandonando la mia terra. Tra poco potrò tornare a respirare l’aria e i profumi sardi, qui nel nord la vita è molto più difficile”. Non resta altro da fare che incrociare le dita e sperare che, tra pochissime settimane, le due proposte di lavoro vengano accettate e firmate da entrambe le parti. E una “figlia di Sardegna”, così, ritornerà tra le braccia della “mamma” circondata dal mare e dal maestrale.


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