La terra dei Lombrichi, di Chiara Guidi

Giovedì 3, venerdì 4 e sabato 5 settembre

Da giovedì 3 a sabato 5 settembre, la scuola Ciusa di via Meilogu, nel cuore di Is Mirrionis, sarà al centro del nuovo intervento di Arte Pubblica di Cagliari – Capitale Italiana della Cultura 2015, per continuare ad alimentare il processo di ri-scrittura partecipata e corale degli spazi urbani, facendolo questa volta a misura di bambino, perché anche i più piccoli diventino protagonisti di contesti da abitare e di cui fare esperienza.

 

In scena, con due repliche giornaliere alle 16.30 e alle 18,30, La terra dei lombrichi è uno spettacolo in una forma teatrale aperta, ha cioè bisogno dei bambini per comporsi e per compiersi. I bambini, guidati dalle figure della narrazione, entrano letteralmente dentro lo spazio dell’azione e determinano l’andamento della vicenda con le loro decisioni o con i loro interventi. Gli adulti che li accompagnano sono gli osservatori privilegiati dell’azione scenica.

 

La Socìetas Raffaello Sanzio, tra le più importanti compagnie di teatro di ricerca in Italia, sotto la direzione di Chiara Guidi esplora da anni il mondo dell’infanzia, sviluppando una riflessione tecnica sul teatro infantile chiamata Metodo errante, studiato nell’ultima edizione di Puerilia – festival di puericultura teatrale. Uno dei suoi lavori, Buchettino, è diventato un format esportato in tutto il mondo.

(Per saperne di più: http://bit.ly/1FjPI01)

 

Chiara Guidi, ne La terra dei Lombrichi, rivista la tragedia greca e in particolare l’Alcesti di Euripide, in una narrazione che dopo aver attraversato la discesa verso gli Inferi ritorna alla vita, in un movimento inestinguibile che illumina di speranza di speranza la tragedia.

 

Lo spettacolo prende la sua forma attuale a partire da un laboratorio di formazione per 15 attori del territorio, che per tre giorni (dal 31 agosto al 2 settembre) sono stati guidati a far rivivere uno spazio non teatrale – la scuola Ciusa – e a trasformarlo in luogo dell’immaginazione e dell’apprendimento, una pratica errante.

 

 

Lo spettacolo – I lombrichi ciechi e sordi, giorno dopo giorno, rivoltano e vagliano la terra. Dalle profondità del suolo, portando in superficie mucchietti di terriccio, sollevano il terreno, trasformano il paesaggio e seppelliscono, custodendoli, molti oggetti antichi. Essi ricoprono e proteggono permettendo, a ciò che è sepolto, di ritornare. Per incontrare i lombrichi occorre scavare ed entrare nella terra perché solo stando un po’ con loro è possibile comprendere bene il loro segreto.

Oh! E’ un’impresa impossibile, perché nessuno può andare sotto terra, stare con i lombrichi e restare vivo! Occorre, allora, fare come Alcesti, diventare come lei, seguendo la sua storia così come ce la racconta Euripide, un poeta dell’antica Grecia. Alcesti, accettando di morire al posto del marito Admeto, scende nelle viscere della terra e poi, grazie all’aiuto di Eracle, risale in superficie lasciando i lombrichi alla loro infaticabile azione: andare sotto e poi risalire sopra… sotto… sopra… sottosopra…

…un movimento inestinguibile che illumina di speranza anche la tragedia.

 

Il progetto – Concepito nell’ambito di “Puerilia. Giornate di puericultura teatrale”, realizzate da Socìetas Raffaello Sanzio, presso il Teatro Comandini di Cesena, con il sostegno di: Comune di Cesena/Assessorato ai Servizi e alle Istituzioni Culturali, Regione Emilia Romagna e la collaborazione di Teatro Bonci/Emilia Romagna Teatro Fondazione, Coop Adriatica nell’ambito di Ravenna 2019 Prove Tecniche.


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