La storia della catena e dei pali del porto nella vecchia Cagliari

Immaginate la mano di Cagliari protesa sul mare e per  dita, dei lunghi pali acuminati che spuntavano tra le  acque del porto. Leggete la storia misteriosa raccontata da Marcello Polastri

di Marcello Polastri

Immaginate la mano di Cagliari protesa sul mare e per  dita, dei lunghi pali acuminati che spuntavano tra le  acque del porto. Il braccio “armato” della città “murata” era un lungo pontile di legno; sorgeva nottetempo più o meno nella zona dell’attuale via Roma e quando all’orizzonte spuntavano le navi, c’era chi dava l’allerta e chi decideva di bloccare, tra i flutti, eventuali ospiti indesiderati davanti alla turrita città di pietra.

 Quei pali erano capaci di sfondare la chiglia delle navi e tra essi, la notte, veniva negata una pesantissima catena trasportata per l’appunto da una barca catenaria.

LA STORIA ci insegna come, a partire dal XIV secolo e per i tre secoli successivi, una doppia fila di pali incatramati e collegati gli uni agli altri, chiudevano per davvero con una catena il porto, lasciando però libera, e solo nell’arco delle giornate, una modesta apertura. 

CORRIDOIO SUL MARE, che veniva chiuso tutte le notti con una robusta catena di ferro posizionata da una apposita barca catenaria. Tutto ciò avveniva davanti a quello che noi conosciamo con il nome di quartiere MARINA, o Lappola. 

SA LAPPULA. Manoscritti di grande importanza affermano che nell’ultima parte del Duecento si iniziò ad usare proprio il nome Lapola in relazione ad una comunità mercantile dotata di propri statuti.

Ma attenzione: anche di un vera e propria struttura portuale dove la Leppula, era intesa come  la macchina di sollevamento e di carico delle merci. Una macchina di legno e metallo, una specie di montacarichi.

Forse proprio la stessa che permise un rapido sviluppo delle attività portuali? Insomma come un braccio o una mano sul mare che a volte dava, altre prendeva, altre volte ancora… graffiava? 

Per saperne di più: http://www.sardegnasotterranea.org/quando-cagliari-veniva-chiusa-con-una-catena-gigante-sul-mare-marcello-polastri-racconta-lapola/


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