La Sardegna piange Gigi Riva, sardo per scelta e vincente per sempre: “Abbiamo perso un nostro parente”

La bara avvolta dalle maglie 11 del Cagliari e della Nazionale italiana e omaggiata da un’intera Isola. Chi ha potuto è arrivato sin da Terralba o Olbia per il funerale di “GigiRiva”, da pronunciarsi rigorosamente tutto attaccato: “Non potevamo mancare, se n’è andato l’amico sincero di un’intero popolo”. Omaggi floreali anche dalla Sampdoria e da Paola Cortellesi. VIDEO INTERVISTE


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Gigi Riva l’amico di molti, o forse di tutti, di sicuro simile, per tutti i sardi, al parente “che c’è, sul quale puoi contare”. E non potrebbe essere altrimenti per l’uomo che ha portato alla ribalta Cagliari e tutta l’Isola grazie al calcio. A piangerlo, nel giorno del funerale, sardi che fanno i più disparati lavori o che frequentano settori distanti anni luce, ma uniti dall’amore per “GigiRiva”, l’11 per sempre. C’è chi è arrivato anche dall’Emilia Romagna o dalla Lombardia per il funerale e tra le composizioni floreali spiccano quelle della Sampdoria e di Paola Cortellesi. “Es mortu un hommine de importu mannu, cioè di grande valore”, dice Anna Moi, 65enne cagliaritana. “Una frase detta sempre da mio papà, morto proprio due anni fa, lo stesso giorno e mese di Riva. Gli uomini di valore parlano poco e son molto seri, umili sino all’ultimo. Gigi era così ed è per questo che ha vinto”, Anche nel ricordo, anche nelle lacrime, anche nell’incredulità di non poter più sperare di vedere “Rombo di tuono” aggirarsi in via Paoli o seduto nel suo tavolo alla Stella Marina di Montecristo: “Ha rinunciato ai soldi, un grande tra i grandi”, racconta un altro tifoso, arrivato sin da Terralba. “Ho 63 anni, ero giovane quando è arrivato Riva. Un grande uomo, ne nasce così uno ogni mille, ha rinunciato ai soldi per l’orgoglio e la dignità. Andrò ad omaggiarlo anche al cimitero monumentale di Bonaria”.

 

 

 

 

 

Chi ha conosciuto di persona Gigi Riva è l’ambientalista Pino Zarbo: “La prima volta mi telefonò, all’inizio non volevo crederci e dissi che, se lui era Gigi Riva, io ero il generale Cadorna. Invece era lui, ci vedemmo il giorno dopo per un caffè in via Tola”, racconta. “Era preoccupato per la Sardegna che avrebbe lasciato alla sua nipotina, all’epoca, distrutta e con il rischio delle scorie nucleari. Riva per noi sardi è stato come un passaporto”, racconta Zarbo. “Ero andato con amici in Jugoslavia, su un furgoncino targato Ca. Ci scambiarono per catanesi, dicendoci subito la parola ‘mafia’. Appena scoprirono che invece eravamo sardi, di Cagliari, ci dissero ‘ah sì, sardi, Gigi Riva’, e ci offrirono da bere. Piange il campione rossoblù e dello scudetto anche Alessio Boi: “Le lacrime sono dentro al cuore e continueranno per sempre. Abbiamo perso, noi sardi e tutta l’Italia, un grande uomo, ammirato per la sua generosità e lealtà. Un paragone va fatto tra il calcio di ieri, pulito, e quello di oggi che lascia il tempo che trova. Ecco, Riva ha sempre dato esempi positivi a tutti, a partire dai giovani, i primi a volergli bene. Dobbiamo ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto per noi”.


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