La rabbia di Sara: “Abbanoa vuole 100 euro da mio nonno morto nel 2005”

La bolletta con i consumi del 1995 spedita a casa della nipote di Gesuino Mele, scomparso 14 anni fa a Mamoiada: “Assurdo, hanno pure minacciato di staccare il contatore. Complimenti per la celerità”

Il periodo legato al consumo? Luglio 1995: quasi un quarto di secolo fa. E si tratta pure di un “sollecito”. Non si tratta però di un immenso ritardo nella consegna di una bolletta: la lettera di Abbanoa, infatti, è stata spedita a un uomo morto, quattordici anni fa, a Mamoiada. È solo l’ennesimo caso di “invii pazzi” da parte della società idrica che, da anni, si occupa di gestire l’acqua in quasi tutta l’Isola. Il destinatario, Gesuino Mele, è scomparso all’età di settantotto anni. La nipote, Sara Muggittu, stringe tra le mani la comunicazione di Abbanoa e non sa se ridere o arrabbiarsi: “Si tratta di un sollecito di pagamento e un avvio di procedura di recupero coattivo del credito, Abbanoa minaccia addirittura la sospensione della fornitura. Ma questa fattura è scaduta il 28 luglio 1995”, spiega la quarantenne, che ha inviato copia della bolletta alla nostra redazione. “Adesso, nella casa dove hanno vissuto i miei nonni ci abita un mio zio”. E il contatore che utilizza “non è quello dell’epoca, l’ha pure sostituito”. Insomma, i parenti di Mele dovrebbero scucire novantanove euro e quarantadue centesimi.

 

“Un altro bel mistero”, sottolinea la Muggittu, “nel 2005 c’erano ancora le lire e pure un’altra società idrica, Abbanoa è arrivata solo qualche anno dopo. Adesso dovrò andare nei loro uffici a perdere ore e ore di tempo per spiegare la situazione”. Cioè, che chi dovrebbe pagare è passato a miglior vita da centottanta mesi. Un particolare che, tuttavia, potrebbe non bastare per evitare di saldare la fattura.


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