La rabbia di Manuel, giovane pizzaiolo di Cagliari: “L’Iva mi divora un terzo dello stipendio”

Da tre anni sopporta temperature elevate e sveglie all’alba per mandare avanti la pizzeria di via Dante, Manuel Murtas: “Il 30 per cento di quanto guadagno se ne va per l’Iva, non so quanto ancora potrò reggere. Vorrei tanto sposarmi e crearmi una famiglia”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Ha iniziato ad infornare pizze e pizzette al taglio tre anni fa in quella via Dante a Cagliari dalla quale, negli ultimi anni, decine di commercianti sono voluti fuggire. Lui, Manuel Murtas, 31 anni, ‘frdopo un lavoro come magazziniere, ci ha voluto provare. Ogni mattina guarda la città che dorme mentre, a bordo della sua auto, raggiunge il locale e quei forni scoppiettanti di calore per stendere l’impasto e fare il sugo. Anche per lui, però, il brutto arriva quando si tocca il tema dell’Iva: “Il trenta per cento del mio guadagno annuale, frutto di sacrificio, se ne va. Certo, non sono l’unico a protestare e so benissimo che tutti i miei colleghi si trovano nella stessa identica situazione”. O forse, anche, peggio: “Sono ‘fresco, sono giovane ma ho comunque paura”, confessa Murtas, “lo Stato non mi dà la possibilità di lavorare serenamente, ho sempre pensieri e mille cose per la testa, ho il timore di non farcela”. Non c’è solo l’Iva, ovviamente, ma anche le tasse: “Noi piccoli commercianti ne abbiamo sino al collo. Qui sono in affitto e, essendo una zona centrale, non pago certamente poco. Sin quando posso cerco di respirare, ma voglio fare di tutto per restare a galla”. Il pizzaiolo è sicuro: “Bisogna trovare una soluzione insieme a chi ha il potere, dallo Stato ai politici. Perchè non fanno come negli altri paesi, dove i negozianti sono agevolati?”. Una domanda lecita, per la risposta però bisognerà attendere chissà quanto tempo.

 

“Sono padre di una splendida bambina, il mio obbiettivo è sposarmi e costruirmi una famiglia”, afferma sicuro il 31enne. “Spero di farcela, con il mio lavoro mi sto impegnando al massimo”. Iva, tasse e altri “odiosi” balzelli permettendo, s’intende.


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