La rabbia degli autotrasportatori sardi: “Costretti a dormire nella sala fumatori, cuccette solo ai turisti”

I viaggi in nave? Spesso sono un’odissea per chi deve raggiungere la penisola. Yuri Carta: “Preferiscono garantire un letto a chi viene in vacanza, ho dormito solo due ore su una poltrona anche se avevo il biglietto. Devo guidare molte ore, ho la schiena dolorante e rischio grosso”. Giuseppe Montisci: “Un’assurdità, le compagnie navali sanno che i vacanzieri ci sono pochi mesi e noi, invece, sempre, e se ne approfittano: viaggiare così è vergognoso”


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L’ultimissimo viaggio simile ad un’odissea? “Stanotte, nave Grimaldi da Olbia a Livorno”. Biglietti tra le mani già pagati, niente cuccette disponibili. E non è la prima volta che succede, stando alle denunce arrivate alla nostra redazione da molti autotrasportatori sardi. Il motivo? Impossibile, o quasi, da capire: non c’è posto e punto, ci si deve arrangiare o nella sala fumatori o, addirittura, sopra dei materassi di fortuna sul pavimento della nave. Strano, almeno curioso, come fatto. Denunciare? “Potremmo, ma prima di ottenere qualche risultato passerebbe troppo tempo”. Yuri Carta, autotrasportatore di Barrali, sta guidando da molte ore dopo una notte quasi insonne: “Avevo il biglietto pagato, 760 euro. Ho dovuto dormire su una poltrona nella sala fumatori, la mia cuccetta non c’era più. Ho chiesto spiegazioni, non ne ho ottenute. In passato, però, ho capito che c’è la regola della priorità ai turisti. In tutta questa situazione”, racconta Carta, “con la schiena dolorante e ancora un bel po’ di stanchezza, devo lavorare lo stesso, rischiando grosso”. Un colpo di sonno improvviso, per esempio: “Sono anni che ci lamentiamo ma non è mai cambiato nulla”.
Conferma pienamente le situazioni di disagio anche Giuseppe Montisci, 48enne di Oristano: “Il viaggio in nave, con il camion in stiva, può arrivare a costare anche 1500 euro. Purtroppo, qualche compagnia fa la furba perchè sa che i turisti ci sono solo alcuni mesi all’anno e noi, invece, sempre. Dobbiamo spostarci così, via mare, per fare arrivare le merci nel resto dell’Italia, io trasporto generi alimentari. Anche il mio titolare sa perfettamente cosa capita perchè l’ha provato, più di una volta, sulla sua stessa pelle. Il bello, per così dire, è che spesso non ti danno nessun tipo di spiegazione”. Le compagnie nel mirino? Tutte, o quasi, quelle che garantiscono collegamenti tra la Sardegna e i porti italiani: “La situazione è vergognosa. E, tante volte, capita che siamo gli ultimi ad essere imbarcati. Se le cabine sono garantite arriviamo a dormire tutti stretti e con tempi molto contingentati. Se lo sbarco è previsto alle sei del mattino, per esempio, devi essere sveglio già da due ore prima per poter avere il tuo turno in bagno. E, se ti addormenti dopo mezzanotte, hai sulle spalle pochissime ore di sonno e una giornata di lavoro, alla guida di un camion, da portare a termine”.


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