La protesta dei migranti in un hotel: “Siamo stufi di vivere qui”

Appeso uno striscione di denuncia per le condizioni della struttura in cui sono alloggiati: “Fanno business, ma devono vergognarsi: non siamo schiavi”

Se a Zone nelle scorse settimane oltre 20 richiedenti asilo sono stati allontanati dal paese col benestare della Prefettura perché non volevano partecipare al progetto di inserimento lavorativo pensato dal Comune, a Toscolano Maderno la situazione è ben diversa. I circa 30 richiedenti asilo politico provenienti da nazioni come Nigeria, Senegal Mali e Guinea Bissau, hanno inscenato una protesta completamente opposta, cominciata lo scorso venerdì. Gli ospiti dell’Hotel Tre Lampioni dicono che vorrebbero fosse loro insegnato l’italiano e che vorrebbero lavorare, ma che non sono messi nelle condizioni di farlo. Qualcuno ha anche lamentato uno scarso impegno da parte dei dipendenti della struttura e degli operatori, accusati di volersi arricchire a loro spese.

I migranti protestano anche una certa trascuratezza dal punto di vista medico, con poca attenzione ad accompagnare dal medico chi sta poco bene. Per questo motivo hanno appeso fuori dall’albergo gardesano uno striscione in cui espongono il loro pensiero. Dicono di ‘essere stanchi di vivere in quella struttura, di avere sentito tante promesse, finora non messe in atto’. Non solo. Scrivono anche che le persone con cui hanno a che fare sono ‘bugiarde’ e dicono di essere ‘stati zitti fino ad adesso mentre loro fanno il loro business’, sottolineando che ‘devono vergognarsi’ e che ‘sono uomini e non schiavi'”. “Si tratta di parole che andrebbero fatte leggere ai pasdaran dei diritti e dei migranti, che da quattro anni inondano Milano e la Lombardia di richiedenti asilo – dice l’assessore regionale all’Immigrazione Riccardo De Corato – Fino a quando dovremo tollerare questo inaccettabile stato delle cose?”.

Dal nostro giornale partner Il Giorno


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