La nuova vita di Tore, geometra sardo: “Dopo 50 giorni ho sconfitto il Coronavirus”

Primo tampone positivo il 18 marzo, la vita stravolta e le visite per la dialisi in ambulanza. Tore Biddau, 52enne di Ardara, è uscito dal tunnel del virus: “Sempre asintomatico, ho provato tanta rabbia per la mancanza di libertà ma, alla fine, è andato tutto bene”

Una vita che sboccia di nuovo, dopo cinquanta giorni contati di ansia e paura. Quel primo tampone con l’esito che non ti aspetti, “positivo al Covid-19”, e la consapevolezza di dover lottare. Tore Biddau ha 52 anni, è un geometra di Ardara, e oggi racconta felice, e senza filtri, la sua battaglia contro il Coronavirus. Inizia tutto il diciotto marzo: “Ero stato ricoverato all’ospedale di Sassari per un intervento, il dodici ero stato dimesso. Sei giorni dopo, l’esito del tampone, ordinato per scrupolo dal medico di Ozieri presso il quale vado per fare la dialisi. L’esito? Positivo”. Un colpo non semplice da incassare, per il cinquantaduenne. “La mia esistenza è cambiata radicalmente, sono sempre rimasto chiuso dentro casa e, per le sedute della dialisi, mi ha sempre trasportato un’ambulanza”. Sposato, e naturalmente costretto a mantenere le distanze di sicurezza dalla moglie, “più la mascherina e i guanti, sempre indossati, ad ogni ora. Io e lei abbiamo iniziato a dormire in stanze separate, seguendo tutti i consigli del caso. Ho provato tanta rabbia per la mancanza di libertà, unita al fatto che fossi un positivo al Coronavirus asintomatico”. Passano le settimane, altri due tamponi, “sempre positivi”, poi la prima bella notizia: “Sabato scorso il primo tampone negativo”.

Biddau inizia ad incrociare le dita, e stamattina arriva la bellissima notizia: “Secondo tampone negativo, guarito”. Una gioia immensa, certificata anche dal post scritto su Facebook dal sindaco Francesco Dui: “Dopo il secondo tampone è risultato negativo al covid-19 il nostro concittadino Tore Biddau Auguri di cuore da parte di tutta la nostra comunità!”. E lui, il geometra guarito, ha ricominciato a vivere: “Mi sono levato il pigiama e, dopo cinquanta giorni, mi sono vestito con abiti normali e belli. Sono uscito e ho portato a riparare il computer, si era improvvisamente guastato”. Prima, però, il gesto più intenso: “Ho potuto riabbracciare mia moglie”, confessa, con la voce rotta dall’emozione. Lui è uscito dal tunnel del Covid-19, tante altre persone devono ancora combattere: “Il consiglio che posso dare? Non sono un medico, quindi dico solo che bisogna seguire le istruzioni che ci vengono date per filo e per segno, solo così tutto potrà andare bene”.


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