La Maddalena, Maninchedda: “Italia della cipria e dei piedi sporchi”

Paolo Maninchedda, assessore ai Lavori pubblici in un lungo post sul suo blog spiega le ragioni delle sue “preoccupazioni”

Il presidente della Regione Francesco Pigliaru qualche giorno fa aveva parlato di “un segnale positivo” da parte del Governo, in riferimento ai 15 milioni di euro per il recupero edilizio dell’ex arsenale di La Maddalena, nell’ambito del piano “Un miliardo per la cultura” approvato di recente dal Cipe. Non sembra pensarla così l’esponente del suo Esecutivo Paolo Maninchedda, assessore ai Lavori pubblici, che in un lungo post sul suo blog spiega le ragioni delle sue “preoccupazioni”.

 “Il ministro Franceschini ha ottenuto un piano dal Cipe per un miliardo di interventi sul patrimonio culturale della Repubblica.
 Ma un miliardo in quanti anni?- si domanda-. Di fatto, in quattro anni (2017-2020). Spesa reale all’anno? 250 milioni. Quanto per la Sardegna, che ha il patrimonio archeologico che conosciamo? 15 milioni di euro per cominciare a rimettere a posto La Maddalena.

 Quanto è in percentuale 15 milioni su un miliardo? La percentuale per la Sardegna è l’1,5%, in quattro anni. Ecco, questo sarebbe l’annuncio corretto secondo il corso reale, il secondo corso della moneta politica italiana”.

 Maninchedda spiega quindi cosa intenda per “doppio corso” della moneta politica italiana, “che genera il rischio del doppio corso sardo: il primo corso è quello della moneta programmata.
 Piogge di miliardi e di milioni, oggetto di conferenze stampa governative e di sviolinate televisive. Questo è il corso annunciato- spiega- i soldi veri, quelli che escono, sono quelli legati ai tetti di spesa della cassa dello Stato, che sono strettissimi e sorvegliatissimi”.

 Per quanto riguarda La Maddalena per l’assessore c’è poi il rischio di incorrere in lungaggini burocratiche: “Proviamo a pensare un tiraggio dei lavori di quattro milioni all’anno per quattro anni. Potremmo farcela. Ma adesso la delibera Cipe va in registrazione e, facendo un po’ di conti, se tutto va bene verrà registrata fra quattro mesi, verso settembre-ottobre. Dopo di che sicuramente verremo chiamati e ci diranno: “Avete progetti esecutivi?”. E loro si aspettano che noi diciamo: ”No, perchè voi, cioè la Protezione civile, non si è degnata neanche di far fare una perizia sullo stato di consistenza delle opere ormai dismesse dal gruppo Marcegaglia”.
 Cosa risponderanno: “Accidenti, ci spiace, l’indirizzo è finanziare solo i cantierabili. Perdete l”annualità di quest’anno”.
 Ecco, “Questa è l’Italia, che non va imitata, che va criticata, contestata- conclude- perchè è l’Italia della cipria in faccia e dei piedi sporchi, l’Italia dei doppi pesi e delle doppie misure”.