La gravidanza ai tempi del Coronavirus, Noemi di Sinnai: “Paure e ansie amplificate, da sole in sala parto”

La testimonianza di una futura mamma, Noemi Cocco, 32 anni di Sinnai racconta tutte le sue preoccupazione, nell’affrontare la gravidanza in questo particolare momento dovuto all’epidemia di Copvid-19. Per le rigide disposizioni date dall’emergenza sanitaria non sarà possibile infatti per mariti e compagni assistere al parto

Non è facile per nessuno questa quarantena forza e l’isolamento sociale al quale siamo tutti costretti ai tempi del Covid-19. C’è una categoria di persone che la vive con ancora più preoccupazione e incertezza: le future mamme. Coloro che in grembo portano una nuova vita e non possono viverla normalmente. Noemi Cocco, 32 anni di Sinnai, con la sua testimonianza racconta tutte le sue paure per la rubrica l’Angolo dei Lettori di Casteddu online.  Anche lei quel giorno speciale all’ospedale sarà da sola, come tutte le altre donne che aspettano un bambino, a causa delle disposizioni restrittive per il contenimento dell’epidemia.

“La gravidanza ai tempi del Coronavirus non è un gioco da ragazzi: il tuo corpo cambia giorno per giorno, ma tra le mura di casa, laddove il riposo si è trasformato da utile consiglio a obbligo forzato, l’avversario più difficile da combattere è la paura – afferma. “Diventare mamma ti cambia la vita”, “il parto è l’esperienza più forte che una persona possa mai vivere”, “i dolori sono tremendi, ma una volta finito te li dimenticherai”…queste sono solo alcune delle frasi ricorrenti sull’argomento: normale dunque approcciarsi al momento con ansia, impazienza, timore reverenziale. Al giorno d’oggi tali sentimenti sono fortemente amplificati: come farò ad affrontare da sola tutto ciò? Chi mi sosterrà mentalmente e fisicamente se qualcosa non dovesse andare come desiderato? Perché mio marito (o compagno) non potrà essere lì a tenermi per mano?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è già pronunciata in materia, non precludendo ai papà la possibilità di essere in sala parto laddove non siano presenti sintomi legati al COVID – 19. Presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari però, una circolare a firma del direttore sanitario vieta la presenza, in reparto così come in sala parto, a padri, mariti e compagni, contribuendo ad alimentare il senso di smarrimento per noi future mamme, che con i nostri partner condividiamo l’attesa e le paure, ma anche la quotidianità e gli spazi. Perché non poterli avere al nostro fianco nel momento più importante della nostra vita?

Tale contraddizione è acuita dal fatto che, sebbene l’AOU cagliaritana si sia espressa negativamente a riguardo, le Mammole del reparto maternità Policlinico di Monserrato CA continuino a promuovere corsi e petizioni  a cura del dottor Domenico Oliva (direttore della community Mammole.it) attraverso i quali si sottolinea l’importanza della presenza del padre al momento del parto. È proprio il caso di dire che questo messaggio sia stato scritto di pancia, ma attraverso queste parole voglio portare all’attenzione pubblica il disagio di noi future mamme che ci apprestiamo a compiere il grande passo in condizioni di estrema fragilità.”


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