La disperazione di Gabriella, infermiera disoccupata: “Mio figlio 12enne nel dramma con me”

“Abusi sui contratti a termine e sull’orario di lavoro, come me tanti altri infermieri sono stati tenuti sotto scacco, perché se ti lamenti rischi di andare a casa. Sono arrivati a chiamarmi in piena notte per una milza rotta, dopo otto ore di turno in sala operatoria e senza essermi riposata”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Da Milano a Portoscuso, dal profondo nord a una delle tante “perle” sarde. Ma la bellezza della Sardegna fa a pugni col dramma che vive, ormai da tre anni, Gabriella Cucinotta, infermiera 43enne: “Dopo aver maturato dieci anni di servizio, anziché stabilizzarmi alla Asl 7 di Carbonia mi hanno lasciato a casa. Da quel momento sono disoccupata”. Uno stipendio che viene a mancare all’improvviso, e i ricordi dei tempi trascorsi al lavoro non propriamente rosei: “Abusi sui contratti a termine e sull’orario di lavoro, come me tanti altri infermieri sono stati tenuti sotto scacco, perché se ti lamenti rischi di andare a casa. Sono arrivati a chiamarmi in piena notte per una milza rotta, dopo otto ore di turno in sala operatoria e senza essermi riposata”.
La 43enne milanese ma con base ormai solida nell’Isola ha un figlio: “Ha 12 anni, capisce il disagio che la famiglia sta sopportando perché non si arriva a fine mese. Faccio dei lavoretti in giro, arrangiandomi tra settore pubblico e privato, ma noi infermieri siamo poco considerati anche dai pazienti stessi. C’è chi si fa fare un’iniezione dalla vicina di casa, ma anche un’operazione simile, che può sembrare semplice, bisogna saperla fare perché comporta pur sempre dei rischi”.


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