“La disavventura di Giusy di Sestu? Colpa di un appalto a una ditta non sarda”

Il portavoce Fioto Sardegna: “Lo abbiamo detto all’indomani dell’affidamento dell’appalto: il servizio di fornitura, manutenzione e sanificazione degli ausili doveva rimanere in Sardegna perché a pagarne il prezzo sarebbero stati in primo luogo i pazienti”

Ci risiamo. Se fosse ancora necessario, la disavventura capitata alla signora Giusy Ferru di Sestu è l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza del servizio di fornitura degli ausili ortoprotesici affidato dalla Regione a una ditta della penisola. Poco importa se il sollevatore necessario alla signora per potersi alzare dal letto perché affetta da sclerosi multipla, sia stato consegnato ieri. Non è pensabile che abbia dovuto attendere 5 lunghi mesi prima che ciò avvenisse. E non è moralmente accettabile che abbia dovuto sollecitare di continuo l’impresa e l’assessorato regionale per vedere riconosciuto quello che è un suo diritto.

Lo abbiamo detto all’indomani dell’affidamento dell’appalto: il servizio di fornitura, manutenzione e sanificazione degli ausili doveva rimanere in Sardegna perché a pagarne il prezzo sarebbero stati in primo luogo i pazienti, senza contare i costi in termini di decine di posti di lavoro che garantivano le imprese isolane. Il caso di Sestu, che non è il primo e non sarà l’ultimo, è la conferma di quello che da mesi la Fioto Sardegna chiede alla Regione: fare un passo indietro, convocare un tavolo per discutere le modalità di una nuova gestione della fornitura degli ausili. Da parte nostra ribadiamo la disponibilità a rivedere al ribasso i tariffari, consci della precarietà della situazione finanziaria.

Il portavoce Fioto Sardegna

                                                                                                                                                        Salvatore Ruggiu


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