La denuncia del Grig: “Niente scempi ambientali a Piscinas e Monte Turnu”

Con il sostegno di più di ventimila persone che hanno già sottoscritto la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico ha inoltrato una istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti “per fermare questi ennesimi scempi ai danni dei litorali isolani”

“Sergio Caroli, figlio dello storico direttore delle miniere di Ingurtosu, ufficiale paracadutista, acquistò negli anni ’90 il vecchio deposito minerario poi divenuto colonia marina per i figli del personale della miniera sull’immensa spiaggia di Piscinas (Arbus, SU), dove veniva caricato il minerale alla volta di Carloforte, lo restaurò con estrema cura e gli diede nuova vita rendendolo un albergo da poche camere e grande fascino.

Oggi il suo appassionato realizzatore vive in terra d’Africa e nuovi proprietari milanesi vogliono trasformare quel piccolo gioiello turistico in qualcos’altro, sempre più simile a uno dei tanti alberghi del lusso sparsi nel mondo.

Un centro benessere, una piscina, la ristrutturazione del piccolo edificio, nuove cucine, nuovi locali complementari, servizi, questo vuol fare la società proprietaria Le Dune Services s.r.l., grazie a euro 6.733846,00 del Fondo di Coesione + euro 2.244.616,00 di fondi privati, nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 (qui la scheda progetto).

Ma la cosa non finisce qui.

I progetti, uniti in un unico programma di interventi immobiliari, sono due.

C’è anche una nuova struttura alberghiera in loc. Monte Turnu, in Comune di Castiadas (SU) da parte della Domus Sardinia s.r.l. consistente “nella realizzazione di una struttura alberghiera di alta gamma, con una volumetria di 10.000 mc, di cui 8.340 mc a destinazione ricettiva e 1.660 mc a servizi pubblici. L’area di proprietà è di 71.445 mq, di cui 59.288 mq in zona urbanistica turistica F2 e i restanti 12.157 mq, in prossimità della costa, in zona H”, per un importo complessivo pari a euro 14.647.790,00, dei quali euro 11.657.250,00 di fondi pubblici.

Ed è la Giunta regionale sarda che spiega il filo della storia immobiliare: “Il programma si articola in due distinti progetti di investimento, per un importo complessivo di € 23.885.270, di cui € 20.635.711,54 ammissibili ad agevolazioni ai sensi dell’art. 43 del D.L. n. 112/2008 e dell’art. 9 del Decreto M.I.S.E. 9.12.2014. Il programma è stato oggetto di un’unica domanda, che ha ottenuto il preliminare parere positivo della Direzione generale dell’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio (prot. 2701 del 20.3.2017), e per esso è stato stipulato un Contratto di sviluppo in data 14.12.2017 con l’Agenzia Invitalia S.p.A.. Essendo la proposta unitaria, la mancata realizzazione di uno dei due comporta la decadenza dell’altro e risulta oramai prossima la scadenza dei termini concessi per la realizzazione degli interventi” (31 dicembre 2020, n.d.r.).

E in piena emergenza sanitaria e ambientale determinata dalla tragica pandemia di coronavirus COVID 19, la Giunta Solinas, con la deliberazione n. 17/21 dell’1 aprile 2020 (e non è un pesce d’aprile…), spinge avanti il programma immobiliare assegnando la dichiarazione di preminente interesse generale e di rilevanza regionale (art. 20 bis, comma 2°, della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.) in favore della variante urbanistica in loc. Monte Turnu, procedura avviata dal Comune di Castiadas con la deliberazione Consiglio comunale n. 27 del 31 maggio 2019.  

Infatti, il vigente strumento urbanistico di Castiadas – non adeguato al P.P.R. e al P.A.I. – individua il sito come in parte zona “F – turistica” e in parte zona “H- tutela”.

L’Amministrazione regionale Solinas, evidentemente, vuol compensare la palese inadeguatezza nell’affrontare la presente emergenza sanitaria e ambientale (come la precedente e non risolta definitivamente emergenza trasporti) con cemento, cazzuole e mattoni.  Altro non conosce e dà la misura delle mani in cui siano finiti la Sardegna e i sardi.

Senza dimenticare che l’avvio di tale inopinata procedura di finanziamento con cospicui soldi pubblici sia avvenuto (2017) grazie alla precedente Giunta Pigliaru.

Con il forte sostegno di più di ventimila persone che hanno già sottoscritto la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (6 aprile 2020) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti per fermare questi ennesimi scempi ai danni dei litorali isolani, da compiersi, per giunta, con il determinante sostegno di milioni di euro di fondi pubblici che viceversa dovrebbero esser destinati al sostegno di quelle tante piccole imprese che costituiscono il tessuto del turismo sardo improntato a criteri di sostenibilità ambientale.

Sono stati coinvolti i Ministeri dell’Ambiente (Direzioni generali Patrimonio ambientale e Sviluppo sostenibile) e per i Beni e Attività Culturali (Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio), la Regione autonoma della Sardegna (Presidenza, Direzione generale Pianificazione territoriale e vigilanza, Servizio Valutazioni Ambientali, Servizio Tutela Paesaggio per la Sardegna meridionale), la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti, Paesaggio di Cagliari, i Comuni di Arbus e Castiadas, la Capitaneria di Porto di Cagliari, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Spiaggia e dune di Piscinas fan parte del più esteso compendio dunale del Mediterraneo, ricco di fauna e di vegetazione, tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e vincolo di conservazione integrale (art. 10 bis della legge regionale della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.), in gran parte appartenente al demanio marittimo (artt. 822 cod. civ. e 28 cod. nav.). Rientra, inoltre, nel sito di importanza comunitaria “Monte Arcuentu e Rio Piscinas” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna la flora), mentre gli edifici dell’ex deposito minerario ed ex colonia marina, oggi Hotel Le Dune, sono tutelati con vincolo culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

La costa di Monte Turnu è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e vincolo di conservazione integrale nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina (art. 10 bis della legge regionale della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.).

In ambedue i casi, il piano paesaggistico regionale (P.P.R., 1° stralcio costiero) prevede la zona di conservazione integrale nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, estesa nel caso di Piscinas a tutto l’ambio ambito dunale. In fascia costiera non sono consentite trasformazioni edilizie del territorio (artt. 19-20 delle N.T.A. del P.P.R.).

In ogni caso, la realizzazione di interventi in aree S.I.C. o di complessi turistici oltre determinate soglie dimensionali sono assoggettate a preventivi e vincolanti procedimenti di valutazione di incidenza ambientale o di valutazione di impatto ambientale.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto che venga dichiarata l’improcedibilità del programma di interventi immobiliari per insanabile contrasto con la normativa di salvaguardia costiera e, comunque, il diniego delle necessarie autorizzazioni ambientali.

Si ricorda che sono ormai più di 20 mila le sottoscrizioni della petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde rivolta al Ministro per i beni e attività culturali e turismo, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Presidente del Consiglio regionale sardo con la richiesta di mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra Terra, millimetro per millimetro.

Ne stiano certi”.

Stefano Deliperi


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