La Cagliari by night di Massidda e il flop della Cultura targato Zedda

Due modi opposti di rapportarsi alla città: Massidda lancia immagini positive, mentre la lettera del sindaco all’Unione Sarda diventa un clamoroso autogol


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C’è la Cagliari spettacolare di notte, in questa foto diffusa su Facebook da Piergiorgio Massidda, che se non è ancora un saluto all’Autorità Portuale, suona quasi come una futura candidatura alla guida della città. E c’è la Cagliari di giorno, quella che vede il sindaco Massimo Zedda cadere in un altro clamoroso tranello di una comunicazione inefficace. Comunque la si pensi, destra o sinistra o centro, la comunicazione politica dovrebbe essere al centro  di qualsiasi successo, e del giusto rapporto con la gente. C’è una differenza abissale tra il modo di rapportarsi di Massidda alla città con quello del sindaco Zedda. Massidda parla con tutti, sorride, spiega, propone, discute. Zedda non solo ha perso il sorriso, ma ultimamente scivola persino sul pluralismo: sabato ha scelto di spiegare la sua nuova politica sulla cultura cagliaritana con una nota (peraltro non firmata) spedita a un solo giornale, l’Unione Sarda. Scelta pienamente legittima, quella del sindaco di centrosinistra, che ha evidentemente visto nel giornale di Zuncheddu il suo punto di riferimento anche politico per parlare alla città.

Peccato che poche ore dopo questa sua scelta sia diventata un fragoroso boomerang: la stessa Unione Sarda (dimostrando pluralismo vero al contrario del sindaco che non ha coinvolto le altre testate) nel giornale in edicola ieri, ha aperto le cronache con una intera pagina di attacchi feroci delle associazioni culturali al primo cittadino.  Addirittura Zedda è riuscito persino a resuscitare Palmas, che ha annunciato sull’Unione una prossima querela al sindaco per le sue accuse di “gestione monopolistica dell’anfiteatro romano”, dove un tempo si tenevano i concerti. Il sindaco voleva spiegare perché si è scelto di cambiare metodo nella divisione dei contributi per gli spettacoli, che a parere del centrosinistra prima venivano elargiti soltanto ad alcune associazioni culturali evidentemente vicine alla gestione Floris-Porcelli. Ma il mondo culturale cagliaritano è praticamente tutto contro di lui: gli interventi di Roby Massa e Toto Alcades sul blog di Vito Biolchini, insieme alla nota della Via del Collegio riportata anche da Casteddu Online, la dicono lunga su come questi voti peseranno tantissimo alle prossime elezioni regionali, dove la gestione discussa della Cultura a Cagliari rischia di portare il centrodestra alla vittoria. Anche per colpa di una comunicazione sbagliata: un politico non dovrebbe attaccare i suoi cittadini sul giornale, non si è mai visto un sindaco prendere posizioni così nette nei confronti di associazioni che vantano centinaia di iscritti. Personaggi di spessore ingiustamente umiliati come Lelio Lecis alla Marina, voci contro come quella di Massimiliano Medda, dimostrano che la frattura è nettissima. Resta da vedere cosa ne penserà il Pd, primo partito di maggioranza ma ancora senza neppure un rappresentante nella giunta, dove Zedda tiene per sé due assessorati dopo gli addii alla Sassu e a Gabor Pinna:sarà complice di queste mosse? Dal teatro Lirico alla scuola di musica, dall’arena Sant’Elia ai concerti saltati,  era davvero questa la politica di centrosinistra per la cultura? Vito Biolchini nel suo blog afferma che  “l’arroganza sta diventando il tratto distintivo di questa giunta, incapace sia di ascoltare che di dare risposte agli operatori del settore”. Noi siamo pronti a mettere in copertina, allo stesso modo, sia le buone gesta della giunta Zedda che i suoi errori. Anzi ci piacerebbe essere noi a proporre un dibattito pubblico tra il sindaco e le associazioni sulturali presenti in città, magari per fare pace: nel frattempo pubblicheremo tutte le loro segnalazioni che ci arriveranno alla mail [email protected]. Il vero rischio, per il sindaco, è che Piergiorgio Massidda (o Giuseppe Farris, o chiunque sia il candidato alternativo) le prossime elezioni comunali le vinca senza neppure avere bisogno di una campagna elettorale.   


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