La bottarga di Cabras all’Expo: nella top ten dei prodotti di lusso

Successo per il cosiddetto “caviale dei sardi”

All’Expo oggi è il turno delle specialità Made in Italy più preziose. La Coldiretti ha messo in mostra la Top Ten del lusso che piace. Nello scrigno dei prodotti “preziosi”, i veri e propri gioielli alimentari tra i più costosi e ricercati dell’agricoltura italiana ma anche sofisticate innovazioni che piacciono ai consumatori più esigenti e raffinati dell’intero globo.

La Sardegna è ben rappresentata dalla bottarga di Cabras. Accanto a lei l’estratto di bergamotto di  Reggio Calabria; lo spumante lombardo che contiene oro alimentare; il caviale di lumaca prodotto in Sicilia; il tartufo; l’olio romagnolo di Brisighella

Il cosiddetto “caviale dei sardi”, costituito dalle uova di muggine,  nasce proprio nel centro dell’oristanese. “La nostra è quella autentica – ci spiega Francesco Meli, presidente della cooperativa Pontis di Cabras, che raccoglie 11 cooperative per circa 150 operatori -, è nata qui dai tempi dei Fenici”.

La bottarga di muggine di Cabras con i suoi 15quintali di produzione all’anno (che torna a 10 dopo l’essicazione) rappresenta più del 90 per cento dell’autentica sarda, circa l’un per cento rispetto ai mille quintali di quella che importiamo in Sardegna. “La nostra ha una qualità nettamente superiore, è fresca e con un sapore diverso, più fine e sofisticato. Per questo costa più del doppio – ci spiega il presidente della cooperativa – andando anche oltre i 250 euro al kg”.

“La vendiamo dopo una settimana, salata ed essiccata – continua Meli – in tutta Europa e qualcosa anche in America. Stiamo parlando di piccole quantità che vengono consumate in ristoranti di altissima qualità”.

“E’ un prodotto raro, pregiato, unico al mondo del quale andiamo orgogliosi – sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Il costo è proporzionale alla sua qualità. Stiamo parlando, come testimoniano i numeri, di un prodotto di nicchia, ricercatissimo dai migliori cuochi del mondo. Come Coldiretti – ricorda il presidente – siamo attenti a tutte le nostre produzioni, sia quella in larga scala sia, come in questo caso, quando si parla di poche tonnellate. Per noi contano le persone, il lavoro e la qualità, non i numeri”. 


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