“Is fogoronis” a Seui: riti, storie e personaggi che si perdono nella notte dei tempi

Il successivo rito ha avuto luogo ieri a Seui

Fuochi in tutta l’Isola: Fogoroni, Fogadonis, Fogus. Oggi cercheremmo di raccontarli, avendo vissuto l’evento in prima persona, e non da spettatore in quel di Seui, paese barbaricino, che ha avuto tanti benefici dalla sua posizione geografica e dai suoi abitanti. In passato si contavano centinaia di fuochi in ogni angolo del borgo, oggi sono ancora tanti e la visione è assolutamente suggestiva. E’ difficile descrivere cosa è stato per me viverlo dall’interno.

Il Santo della prosperità è “Su Santecroru” che “esce” il giorno dei fuochi, è stato nascosto per 60 anni, ha circa duecento, trecento anni ma la sua storia si perde nella notte dei tempi, nelle suggestioni e nei misteri. La maschera del paese S’Urtzu e Sa Mamulada (Orso/cinghiale e il frastuono), porta il santo, con grande fatica per il suo peso e la dimensione, per i fuochi.

Dopo il rito, che porta alla morte del Cinghiale, prende la scena “il Santo” a cui viene tolta la custodia e viene assaltato con urla disumane, i protettori del Santo cercano di dissuadere (la donna interpretata magistralmente dal giovane Levante) che però riesce, invocando la fertilità per tutti uomini donne campi, a fare una piccola donazione in denaro nella cassetta posta nella struttura portante, per poter usufruire dei benefici del Santo.

Il rito si conclude con l’invito (su cumbiru), di dolci e bevande (privilegiato il vino) alla maschera ed a tutti i presenti. Poi si riavvia verso altri luoghi, per ripetere il rito negli altri Fogaroni. Non si hanno possibilità di descriverlo diversamente, bisogna parteciparvi e se lo fai da protagonista è, vi assicuro, sarà una notte indimenticabile che porterete nei migliori ricordi. Atrus annusu, cun saludi e trigu.


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