“Io e 2 amici a casa mia per guardare Cagliari-Juve: poi tutti positivi al Covid”

Positivo dopo aver assistito con gli amici alla partita del Cagliari contro la Juventus: “Mi sono autoisolato, il primo tampone mi è stato fatto il 28 marzo”. A Radio CASTEDDU il racconto di Edoardo Scarpetta di Quartu

Positivo dopo aver assistito con gli amici alla partita del Cagliari contro la Juventus: “Mi sono autoisolato, il primo tampone mi è stato fatto il 28 marzo”. A Radio CASTEDDU Edoardo Scarpetta di Quartu Sant’Elena spiega: “Ci siamo riuniti in 3 in una casa e siamo risultati tutti positivi. Questo incontro è avvenuto per la partita Cagliari – Juventus il 14 marzo; il 19 marzo una delle mie amiche è risultata positiva, quindi io mi sono messo in auto isolamento volontario a casa. Sono stato contattato il 26 marzo e ho fatto il primo tampone il 28. Il 2 aprile ho ricevuto la lettera ufficiale che mi imponeva l’isolamento ma mi chiedo perché la comunicazione è giunta così tardi. Io sono una persona responsabile e mi sono messo in auto isolamento però avrei potuto vagare per la città con la mia positività.
Inoltre volevo segnalare un altro problema cioè quello del  fascicolo sanitario che non è accessibile agevolmente, non vengono caricati immediatamente i dati. Penso che ci sia una disorganizzazione totale che viene a malapena mitigata dalla cortesia degli operatori dell’Ats; come me, ci saranno tante altre persone. Ieri ho fatto il secondo tampone e non nel mio domicilio. Chi è positivo deve eseguire il tampone a casa altrimenti è un’altra bomba che gira per la città. Io sono andato con la mia macchina al Santissima Trinità, non mi sono fermato da nessuna parte. Spero di risultare negativo e che la comunicazione mi giunga presto perché c’è chi aspetta anche due settimane e, se dovesse succedere anche a me, chiamo i carabinieri e denuncio per sequestro di persona. È dura stare a casa, io vivo da solo e se non fosse per la cortesia dei negozianti, degli amici e dei vicini non saprei come fare”.
Risentite qui l’intervista di Paolo Rapeanu e Gigi Garau
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