“Io, donna orgogliosa di vivere a Sant’Elia: troppi leoni da tastiera su quel pestaggio, tra santi e peccatori…”

La lettera aperta di una donna di Sant’Elia dopo la rissa finita sui social: “Parliamo di padri eroi, di madri violente, di aggressioni di pestaggio di santi e peccatori, di vinti e battuti, ma in quanti si sono fermati a capire che qua l’unica sconfitta è uno Stato assente, un Comune che non fornisce la raccolta o i cassonetti a porta a porta, dei centri di svago per i ragazzi del quartiere, delle cooperative che dovrebbero riabilitare i giovani di oggi perché non diventino i delinquenti di domani?

Caro Casteddu Online,

è mio dovere di donna madre e onestà cittadina rompere il silenzio che fa un sacco di rumore, nei giorni scorsi ancora una volta il nostro quartiere è balzato al diritti di cronaca, un episodio indubbiamente grave, ma così come la varie riprese da più vaste angolazioni anche le varie interfacciate hanno un perché, forse un perché no, per quanto mischiando l’ordine dei fattori il risultato non cambi, stiamo trasformando un fatto di cronaca in una faida familiare che può e deve essere contenuta nel rispetto degli abitanti di questo quartiere e sopratutto nel rispetto dell’ordine pubblico e delle attività investigative, ci troviamo due famiglie davanti. Due famiglie molto note dentro il quartiere, dove in entrambi i nuclei… Abbiamo visto piccola e grande criminalità, il degrado di portare dalla nascita un cognome che ti marchia a fuoco… Parliamo di padri eroi, di madri violente, di aggressioni di pestaggio di santi e peccatori, di vinti e battuti, ma in quanti si sono fermati a capire che qua l’unica sconfitta è uno Stato assente, un Comune che non fornisce la raccolta o i cassonetti a porta a porta, dei centri di svago per i ragazzi del quartiere, delle riabilitazione che le cooperative di tipo b dovrebbe assumere per riabilitare i Giovani di oggi perché non diventino i delinquenti di domani…

Chi si sente di dire chi ha iniziato, chi ha finito, chi può dire che il ragazzo che ha avuto la peggio armato di coltello avrebbe esitato ad usarlo. Meglio  l’agguato teso al ragazzo che ora è l unico pericoloso, chi può dire se la ragazza che ha scalciato sull’uomo riverso a terra non abbia agito in preda ad un raptus o uno stato parziale di vizio di mente…. Dove sono tutti questi periti o criminologici, questi psicologi, io vedo solo una marea di pecore da tastiera… E la mamma del ferito che si appella alla raccolta fondi per l’autovettura del figlio per andare a lavorare posso anche concedere il lascia passare perché in quartiere solidale questo può anche essere fatto.  La disgrazia e la commiserazione non trovano spazio con la comprensione, invito tutti alla riflessione in primis chi in Regione o al Comune, sta ai piani alti poi allora e solo allora potrete continuare a puntare il dito sulle persone delle prime case.

Una vostra attenta lettrice, ed una abitante orgogliosa di vivere a Sant’Elia (lettera firmata)


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