Interrogato l’assassino di Marta: “Volevo solo non urlasse”

Giuseppe Pintus, 37 anni, ha ricostruito le fasi dell’omicidio della sua ex fidanzata: “Non volevo ucciderla”

Continua a ribadire che non aveva intenzione di ucciderla. E’ scoppiato in lacrime davanti al gip Giuseppe Pintori, ha detto di averle stretto il collo per non farla urlare, ma lei avrebbe perso i sensi. E’ morta per soffocamento Marta Deligia, la 27enne del quale omicidio è accusato Giuseppe Pintus, 37 anni che adesso resta dietro le sbarre.

La sua versione non convince gli inquirenti e il gip ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare, lasciandolo in carcere. “Le avevo detto di non gridare – ha raccontato Pintus – ma lei continuava e allora le ho coperto la bocca con le mani”.

Il 37enne avrebbe quindi stretto ancora di più il braccio intorno al collo. Quando Marta non dava più segni di vita, Pintus avrebbe tentato di rianimarla, secondo la sua versione, ma non ci sarebbe stato nulla da fare. Ma poi ha caricato il suo corpo in auto, lasciando il mezzo con il cadavere in aperta campagna.