Incredibile disavventura per un disabile a Gonnesa: trascinato su un asciugamano per accedere alla spiaggia

Andare al mare dovrebbe essere un diritto per tutti, soprattutto per i diversamente abili che dovrebbero avere a disposizione quanto meno una passerella fruibile per poter accedere con semplicità alla spiaggia. Purtroppo, nel 2019 non è ancora sempre così. Leggete l’incredibile disavventura accaduto a Luca in una spiaggia di Gonnesa

Andare al mare dovrebbe essere un diritto per tutti, soprattutto per i diversamente abili che dovrebbero avere a disposizione quanto meno una passerella fruibile per poter accedere con semplicità alla spiaggia. Purtroppo, nel 2019 non è ancora sempre così. Può succedere quindi che per chi non ha la possibilità di raggiungere i luoghi desiderati con le proprie gambe, sia costretto a essere trasportato con mezzi di fortuna da parenti e volontari.

Questo è quanto è accaduto a Luca di Iglesias e alla sua famiglia che, dopo essere stati rassicurati, hanno deciso di trascorrere una giornata al mare di Gonnesa. “Domenica siamo andate al mare – racconta S. P –  Luca non è venuto con noi, perché prima voleva essere sicuro di trovare ciò che serve per potersi muovere tranquillamente. Ho chiesto al personale del 118, mi hanno detto di non preoccuparmi, che potevo portare il disabile in macchina, passando dalla passerella in legno; il signore è stato gentilissimo. Martedì finalmente andiamo al mare con Luca. Arrivati, avviso che dovevo accompagnare un disabile. Un tipo mi ha detto assolutamente no! Le disposizioni sono di non far passare  nessuno. Quindi inizia la disavventura. Luca non riesce a camminare, impossibile. Vado nuovamente al 118, chiedendo se per gentilezza possono portarlo nella spiaggia con la loro macchinina. Risposta: non possiamo, la macchina serve per le emergenze; gli dico: ma voi ci mettete due secondi. Purtroppo niente da fare la risposta è no. Quindi gli dico “allora queste persone devono stare a casa? Va bene, lasciamo perdere”.

Comunque in spiaggia ci siamo arrivati lo stesso. Ci abbiamo impiegato più di 10 minuti, ma con orgoglio. Per andare via ci siamo organizzati meglio. Ringrazio tantissimo anche un fantastico amico vigile del fuoco, che non ci ha pensato nemmeno un secondo per aiutarci”.