Incendio nel Montiferru, in ginocchio il territorio oristanese: “Serviranno decenni per ripristinare l’ambiente e le produzioni agricole”

“Non sarà facile, ma ritorneremo nelle nostre campagne dai nostri animali, ritorneremo nel nostro ambiente di lavoro che sostiene centinaia di famiglie”.

“Non sarà facile, ma ritorneremo nelle nostre campagne dai nostri animali, ritorneremo nel nostro ambiente di lavoro che sostiene centinaia di famiglie”.

Questo l’urlo che si alza dai centri dell’Oristanese nei comuni di Cuglieri, Scano Montiferro, Sennariolo Tresnuraghes Santulussurgiu Bonarcado e tutto il comprensorio del Montiferru interessato dal vasto incendio che dal 24 luglio ha bruciato oltre ventimila ettari di bosco macchia mediterranea e pascoli .

Un impegno enorme di 7500 uomini, 20 mezzi aerei (7 Canadair e 13 elicotteri) per contrastare la furia di un incendio che ha causato danni incalcolabili.

La popolazione sarda ringrazia la Francia e la Grecia che hanno disposto l’aiuto attraverso due Canadair e l’Unione Europea che ha disposto l’invio di altri due mezzi aerei che faranno base ad Alghero.

Era l’agosto del 1994 quando un incendio, poi risultato doloso, cancellò i boschi del Montiferru ed è proprio nella stessa zona, tra Bonarcado e Santu Lussurgiu che sabato è divampato l’incendio. Le alte temperature e il vento di Scirocco hanno alimentato il fuoco che si è velocemente propagato verso Nord Ovest.

Da questa tragica esperienza del 1994 si è giunti ad oggi forse commettendo gli stessi errori, troppi vincoli gravano sugli imprenditori agricoli troppe norme si abbattono sulle loro tradizioni d’allevamento, l’uso dei pascoli per le greggi e le mandrie nei sottoboschi evita la creazione di un potenziale innesco per gli incendi.

Serviranno decenni per ripristinare l’ambiente e le produzioni agricole.

Il comune di Cuglieri si stima abbia perso circa il 90% delle superfici olivetate. 

Il nostro compito, spiega Antonio Concas Perito Agrario, Presidente del Collegio di Cagliari ed Oristano, libero professionista proprio nella provincia devastata dall’incendio, è quello di programmare gli interventi necessari ad assicurare la prevenzione, per non ritrovarsi con aree e superfici abbandonate dagli imprenditori che non si trovano adeguatamente remunerati per le loro produzioni e che a stento gli consentono la normale gestione di un impianto arboreo o di un allevamento.

E’ importante che la Regione affianchi le aziende poste nelle aree a rischio aiutando ed incentivando la sorveglianza la pulizia ed il controllo del bosco e delle aree a macchia mediterranea. Il ruolo del Perito Agrario è quello di affiancare l’imprenditore per seguire una linea di programmazione coerente con l’ambiente nel quale si deve intervenire. è quello di programmare gli interventi necessari ad assicurare la prevenzione, e individuare i canali di finanziamento per sostenere gli imprenditori agricoli.

In questi giorni il Coordinamento Regionale dei Periti Agrari della Sardegna ha dato piena disponibilità con i propri iscritti alla Protezione Civile Regionale ed all’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna affinché vi sia una fattiva collaborazione per stimare i danni ed aiutare le aziende più compromesse nella loro difficile ripresa.


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