In Sardegna scende il prezzo della benzina ma arriva la stangata del gas: Iva al 22%

Un litro di super o diesel anche a 1,76 e con picchi di 1,85, sempre meglio di due euro. A Capodanno bollette del gas più alte e fine del mercato tutelato: cucinare o riscaldarsi non sarà più tanto conveniente


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La buona notizia viene schiacciata da quella brutta. Anche in Sardegna scende il prezzo della benzina: i tempi dei due euro al litro sono ormai lontani e adesso si deve quasi esultate nel pagare un litro di diesel o di verde tra 1,76 e 1,85 euro. Il calo c’è, non è immenso e la speranza degli automobilisti, di pari passo con quella dei gestori dei distributori, è che le cifre non tornino a salire nel 2024. In parallelo, però, ecco che arriva la stangata delle bollette del gas: l’Iva non sarà più al 5 ma al ventidue per cento. Il motivo? L’aliquota scontata al 5% introdotta dal governo Draghi nel 2022 per fronteggiare l’emergenza ucraina non è stata rinnovata nel Ddl del bilancio 2024 e a partire dal primo gennaio, quindi, si torna al regime preemergenziale, per tutti. Il Governo Meloni ha introdotto, per sostenere le difficoltà economiche delle famiglie, il contributo straordinario destinato ai titolari di bonus sociale elettrico, uno sconto sulla bolletta, reso operativo dall’Arera. Nulla è stato però introdotto per il gas, a meno che non si provveda nel milleproroghe o in uno degli altri decreti in cantiere. La comunicazione, pubblicata da siti nazionali specializzati, è stata rimbalzata e condivisa dall’Adiconsum Sardegna. Dopo il brindisi per l’anno nuovo, quindi, per tanti cittadini ci sarà ben poco da festeggiare.

 

 

E dal 10 gennaio, inoltre, sparirà il mercato tutelato per i clienti domestici del gas: tutti nel mercato libero con il rischio di ulteriori rincari nelle bollette. Sul punto è netta la posizione di Federconsumatori: “Della serie non c’è mai limite al peggio, ora si prospetta un incremento in bolletta, a carico degli utenti, con l’inserimento di una componente aggiuntiva della tariffa di trasporto gas. Tutto ciò a causa di una visione poco lungimirante e stime poco accurate. Bisogna considerare anche che l’aumento per il gas è determinato principalmente dalla forte crescita della componente relativa ai costi di approvvigionamento, +4,5% sulla spesa per il cliente tipo, dato che riflette il rialzo atteso delle quotazioni all’ingrosso nei mercati a termine in Italia e in Europa”.

 


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