“In Sardegna crollo dell’80% dei viaggi vacanza tra tamponi e quarantene, così si uccide il turismo”

Agenti di viaggio in crisi con le nuove regole del Governo, il green pass non basta più e tanti non partiranno più a Natale e Capodanno. Franco Turco: “Chi voleva venire da noi resta a casa, anche un semplice tampone blocca il flusso delle vacanze. I sardi volevano partire in Spagna e Portogallo, a questo punto meglio stare rinchiusi in casa. Ancora una volta Speranza dimostra il suo disprezzo per il settore turistico”

Un tampone all’arrivo o, opzione ben più pesante, una quarantena di cinque giorni, bloccano il settore del turismo e delle vacanze di Natale e Capodanno anche in Sardegna. Le nuove regole del Governo stanno portando a disdette che fioccano come neve sulla testa degli agenti di viaggio. Anche in Sardegna la situazione non è rosea e Franco Turco, noto agente di viaggio quartese, ha già capito l’andazzo: per il secondo anno consecutivo, nonostante le percentuali bulgare di persone vaccinate, gli affari saranno ben pochi: “Una situazione pessima, ancora una volta Speranza dimostra tutto il suo disprezzo per il comparto del turismo. Abbiamo l’ottanta per cento della popolazione vaccinata e rompono le scatole, obbligando chi ha il green pass a fare un tampone o una quarantena se non è vaccinato. Così si uccide il turismo, si blocca il flusso dei vacanzieri. A questo punto meglio stare tutti in casa un altro anno, però lo Stato ci paghi lo stipendio. Il crollo è verticale, dell’80 per cento”, afferma Turco: “Chi voleva venire qui non arriverà più perchè ritiene le nuove regole troppo restrittive. Si equiparano, quasi, vaccinati e non vaccinati, ecco perchè molti se ne staranno a casa, non ha senso partire per poi essere limitati”.
“Ho già ricevuto le prime disdette, da parte di italiani all’estero che, all’arrivo, si sarebbero dovuti fare un tampone. Dalla Sardegna stavamo mandando in vacanza le persone in paesi tranquilli da un punto di vista del contagio come Portogallo o Spagna”, prosegue l’agente di viaggio. E i “no, grazie, restiamo a casa”, arrivano anche dagli isolani: “Non vedo differenza tra andare in una nazione con pochi contagi e fare shopping in giro a Cagliari, il rischio è lo stesso. O chiudiamo tutto o rivalutiamo i vaccini, c’è un pezzo di paese che vive di turismo. Se si mettono sullo stesso piano vaccinati e non vaccinati vuol dire che chi ha fatto il sacrificio di vaccinarsi è un tonto?”.


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