“Il triste penoso destino di piazza Yenne: vince solo la movida, qui è tutto fatiscente”

L’opinione di Marcello Roberto Marchi: “Tutto è avvenuto durante la Giunta Zedda e il governo del
centrosinistra, che ha smantellato le aiuole , la
fontana e le panchine centrali, per consegnarla alla “movida” più
becera, ai tavolini in sovranumero, lasciandola in
stato di totale abbandono come dimostra uno dei tanti lampioni che abbiamo qui fotografato”

Andare e sostare in Piazza Yenne, prima il “salotto buono” , il cuore
pulsante della Città porta tanta tristezza e rabbia.
Tristezza per lo stato di indecoroso abbandono in cui è stata ridotta
e tenuta; rabbia per aver svenduto la storia e la
funzione culturale e sociale di uno dei “pezzi” più pregiati
dell’assetto urbanistico e paesaggistico della Capitale della
Sardegna. Tutto è avvenuto durante la Giunta Zedda e il governo del
centrosinistra, che ha smantellato le aiuole , la
fontana e le panchine centrali, per consegnarla alla “movida” più
becera, ai tavolini in sovranumero, lasciandola in
stato di totale abbandono come dimostra uno dei tanti lampioni che
abbiamo qui fotografato. Ci chiediamo dove era
e dove sta il Comune, dove erano e dove stanno gli Amministratori e i
Tecnici comunali di ieri e di oggi che avevano
ed hanno la responsabilità della corretta gestione dei beni pubblici ?
Ci chiediamo, anche e soprattutto dove erano e
dove sono i responsabili della Soprintendenza che avevano ed hanno la
responsabilità della corretta tenuto e frizione
dei territori dove vigono precisi e inderogabili vincoli di carattere
urbanistico e paesaggistico ???
Io e la mia famiglia,
quella di oggi e quella di quando ero ragazzino ( sono venuto nel
lontano 1946 da Abbasanta a Cagliari per studiare)
abbiamo vissuto decenni in Piazza Yenne, al terzo piano sopra il Bar
Marcello , abbiamo portato nella Piazza i bambini
a giocare insieme agli altri bambini di Stampace, c’erano le panchine
anche in mezzo alla Piazza, era una ” goduria”
stare lì serenamente a trascorrere ore di libertà, mamme e babbi ,
nonne e nonni, giovani e meno giovani con tutto
ciò che la piazza offriva : bar, gelaterie, negozi di artigianato e di
generi vari, drogherie e panetterie, oltre che il classico
“cocco fresco”. Oggi c’è solo la movida, tavolini a iosa, panchine
sporche, alberi pieni di polvere, lampioni fatiscenti.
Chi più ne ha più ne metta!!! Ed hanno la pretesa di volere “Cagliari
Capitale”. Di che ? A meno che non ci mettano il
naso i carabinieri della forestale e quelli di tutela del patrimonio
paesaggistico!!!!
Marcello Roberto Marchi


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