“Il pm del caso Scardella vuole fare il PG a Cagliari”

Esplode il caso sulla richiesta del magistrato che si occupò del casio Scardella, il ragazzo che morì dopo 185 giorni in cella da innocente. Sdr: il magistrato faccia un passo indietro 

 “Il profondo dolore ancora vivo nella famiglia per la tragica morte di Aldo Scardella non merita uno schiaffo morale postumo”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, con riferimento alla notizia secondo la quale il PM del “caso Scardella” ha presentato la sua candidatura a ricoprire un incarico nella Procura Generale a Cagliari.
“L’istanza legittima del Magistrato richiama alla memoria una vicenda mai sopita e secondo il fratello di Aldo Scardella, Cristiano, che gli ha dedicato un libro, neppure del tutto chiarita. L’ingiusta detenzione, con 185 giorni di isolamento, di un ragazzo di 25 anni, trovato morto in cella, benchè avvenuta quasi trent’anni fa, suggerisce una scelta di opportunità”.
    “L’auspicio è che il candidato, benché a suo tempo non sia stato sanzionato disciplinarmente al contrario del Giudice Istruttore, valuti la possibilità – sottolinea Caligaris – di rivedere la sua decisione. Altrimenti l’appello al CSM non può che essere esplicito. La morte di Aldo ha portato alla modifica dell’ordinamento giudiziario, e quindi al nuovo processo con maggiori garanzie per l’indagato, ma la mamma, il fratello Cristiano e la comunità cagliaritana non hanno dimenticato quel ragazzo amante della libertà rinchiuso in una cella del carcere di Buoncammino senza sapere perché, non essendo stato neppure mai ascoltato dal Giudice Istruttore”.
    “Un anno fa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato una lettera ai familiari di Aldo Scardella esprimendo la propria partecipazione al loro dolore e non dimenticando di sottolineare che nei confronti di quel ragazzo non c’era stata “la massima tutela della dignità del detenuto”. Parole dal significato inequivoco che – conclude la presidente di SDR – inducono a riflettere”.


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