Il pizzo nei parcheggi del Sant’Elia: l’auto devastata del cronista

Cagliaritani sempre più indignati per il fenomeno dei parcheggiatori abusivi. Ecco la foto dell’auto del cronista di Tiscali danneggiata ieri al concerto. E la sua lettera-denuncia

Parcheggiatori cagliaritani, quasi tutti del quartiere di Sant’Elia. Perchè la logica del “pizzo” non riguarda certo soltanto gli stranieri. Ma ha fatto davvero scalpore la denuncia pubblicata ieri notte da Casteddu Online del cronista di Tiscali Cristiano Satta Martini. Che ora diffonde anche le foto della sua auto rigata e semi distrutta per ripicca, dopo avere segnalato la presenza dei parcheggiatori ai vigili. Trovata così, dopo il concerto di Carmen Consoli all’Arena Sant’Elia. Questa è l’auto, riportiamo anche qui l’intera lettera-denuncia di Cristiano, sperando possa smuovere le autorità competenti per un fenomeno che ormai indigna tutti i cagliaritani.

“Accade che il cronista di Tiscali Notizie, canale Spettacoli e Cultura, vada a vedere, ascoltare e raccontare il concerto di Carmen Consoli all’Arena Sant’Elia di Cagliari. Il fiore all’occhiello del rilancio culturale della città, stando a quanto proclama l’amministrazione comunale. Nonostante le polemiche sulla posizione della stessa Arena, sul maestrale che la tempesta, portandosi via il suono e vetrificando per il freddo gli spettatori. Accade che al momento in cui parcheggia l’auto, tra le strisce bianche che di solito segnalano parcheggio libero e pubblico, il cronista venga avvicinato da tre loschi figuri che gli chiedono “un contributo”, non si sa bene per cosa. 

 

Accade che il cronista, a cui lo stesso obolo era stato chiesto un anno fa quando andò nella medesima Arena fiore all’occhiello di Cagliari capitale della cultura, gli venisse chiesto da altri loschi figuri in libertà, in occasione del concerto di quel che rimane dei King Crimson (e lo stesso episodio capiterà nel corso del tempo ad amici e conoscenti del suddetto cronista) con tutte le buone maniere del caso, dica che non ha niente da dare, non ha nemmeno una moneta in tasca. Accade che i tre loschi figuri, guardandosi tra di loro, si dicano: “Non ha niente” e si rispondano “vabbé, va tutto bene, finché…” e poi spariscano allontanandosi nella notte.

 

Accade dunque che il cronista, viste due auto della Muncipale parcheggiate poco distanti, si avvicini a segnalare i tre loschi e le loro richieste sottilmente minacciose, indicando il punto in cui l’episodio è appena accaduto.  E che i vigili nell’auto rispondano: “Lo sappiamo, abbiamo chiamato in centrale, chiedendo che arrivi altra gente per controllare il posto”.

 

Accade che alla fine del concerto il cronista torni alla sua auto: e la trova completamente graffiata, in modo insistito, su entrambe le fiancate, con supplemento di calcione o colpo di pietra o chissacché sulla portiera, con bozza grossa così. Per cui lo stesso cronista torna verso l’auto con i due vigili a cui aveva segnalato i tre loschi, sentendosi stavolta rispondere: “Le avevamo detto di chiamare il 112 o 113”. Controrisposta: “Mi avevate detto che avevate presente la cosa e che stavate aspettando rinforzi. Le sembra normale che un cittadino che rispetta leggi e regole e viene a vedersi uno spettacolo qui, in un luogo generalmente ritenuto problematico, si debba ritrovare l’auto vandalizzata da tre figuri che pretendono il pagamento del parcheggio non avendo nessun titolo per farlo?”. Contro-controrisposta: “Lo sappiamo da tempo, che va così. Ma non c’è personale, non ci si può fare granché”.

 

Ecco, io vorrei chiedere all’assessore Enrica Puggioni, alla giunta Zedda tutta, se dopo un paio d’anni di funzionamento dell’Arena Sant’Elia, in un luogo che si cerca di riscattare e riqualificare e che però va garantito nella frequentabilità e nell’ordine pubblico proprio per far passare le resistenze dei cittadini ad andarci, non sia il caso di fare un paio di cosette utili a Cagliari capitale della cultura. Tipo: provvedere forze dell’ordine bastanti a controllare i parcheggi, oltre che l’ingresso ai concerti. Dotare di illuminazione adeguata il parcheggio sul lungomare. Far capire a ricattatori e abusivi che da lì se ne devono andare. Perché così si usa in una capitale della cultura che voglia davvero avvicinare strati sociali diversi, abbattere stereotipi sulla cattiva fama di certi luoghi, e in cui chi ti riga la macchina perché non gli dai quanto pretende, della cultura e del rispetto se ne frega. E senza alcun controllo, ci si diverte pure.

NB: lunedì mattina mi aspetta il carrozziere della capitale della cultura. Presto aggiungerò le foto dei danni, ora è buio, non verrebbero granché bene”.


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