Il papà di Daniele: “Mio figlio non c’è più, chi l’ha ucciso a Cagliari non poteva guidare: voglio giustizia”

Ha abbracciato Daniele l’ultima volta nel weekend. Stanislav Ulver, 34 anni, è il papà del piccolo, dentro il passeggino, investito e morto in via Cadello: “Il motociclista bastava che non guidasse, visto che non poteva. Spero non ci sia il rito abbreviato”

È stato insieme a lui nel fine settimana tra giochi, coccole e passeggiate. E, quando ha saputo della tragedia, gli è crollato il mondo addosso. Stanislav Ulver, 34 anni, da tempo Vigile del fuoco, è il papà di Daniele, il bimbo di 15 mesi travolto e ucciso in via Cadello a Cagliari da un trentaseienne, Emilio Pozzolo, che aveva la patente ritirata dal 2017. Tramite il suo legale ha ammesso tutte le colpe, dicendo di essere stato “accecato dal sole, di non essersi accorto del passeggino”, guidato sulle strisce pedonali da mamma Ilaria Ennas, 31 anni, rimasta miracolosamente illesa. Ma, a prescindere, non poteva guidare: “Dice che non se n’è accorto? Ora si accorgerà di tutte le conseguenze, bastava che non corresse. Anzi, bastava che non guidasse, visto che non lo poteva fare”, dice, a Casteddu Online, Stanislav, con la voce rotta dalla commozione. “Certo che voglio giustizia, spero che non ci sia il rito abbreviato, come fanno sempre”. Insomma, niente sconti.
 Il trentaquattrenne ricorda gli ultimi momenti trascorsi insieme alla sua più grande gioia, quel figlio nato a ottobre 2020: “Era insieme a me nel weekend, siamo rimasti un po’ a casa, stavamo giocando, poi siamo andati un po’ fuori, sempre vicino alla mia abitazione, a Cagliari”. Altro, per il momento, Stanislav Ulver non dice. C’è l’aspetto prettamente giuridico, le indagini andranno avanti e chi ha investito e ucciso il piccolo Daniele è accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. E c’è anche l’aspetto umano della tragedia di via Cadello: una madre e un padre, entrambi giovani, che piangono per la morte, tremenda, del loro piccolo.


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