Il Papa a Cagliari, la festa tra i divieti: giusto chiudere una città?

Da una parte la grande attesa per Francesco, dall’altra i timori per i possibili disagi: per un giorno riusciremo a non arrabbiarci?


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Domanda: era davvero”necessario” bloccare una intera città per quasi due giorni per l’arrivo del Papa? Risposta facile: sì, perchè è un evento bellissimo,perchè di certo non capita tutti i giorni, perchè Francesco è un Papa speciale. Però, ci sono dei però. E c’è un imbarazzo fortissimo che cresce anche in Comune, perchè le disposizioni arrivano da Digos e Prefettura e questa volta nessuno potrà dire che è “colpa di Zedda”. Il primo però riguarda i residenti di Marina e Stampace: resteranno senza parcheggi e senza cassonetti, praticamente ingabbiati tra palchi e realtà. Il secondo “però” coinvolge i titolari dei locali e dei ristoranti che minacciano la grande serrata:dovranno togliere sedie e tavolini, rinunciando alla serata di sabato, e dove li metteranno?

Il terzo” però” riguarda le strade chiuse al traffico: tante, forse troppe per non paralizzare una intera città. Si prevede un afflusso di almeno 350mila persone, di sicuro sarà una giornata indimenticabile. Tanto da fare dimenticare a tutti che un Papa, che si chiamava Ratzinger, è venuto a Cagliari 5 anni fa. Eppure pochissimisi ricordano  quell’evento, tantissimi rammentano invece quell’apparizione di Giovanni Paolo II negli anni Ottanta. Sarà un grande abbraccio, una festa popolare, l’ideale per non pensare in tempi di crisi, per ritrovare magari una speranza. L’importante è che non diventi una passerella di politici in vista delle regionali, o una vetrina per chi vuole protestare: l’arrivo del Papa è un evento religioso, nè il Pontefice potrebbe risolvere i problemi della Sardegna. Sicuramente li allevierà col suo sorriso. Ma Cagliari va alla prova del fuoco: impareremo per un giorno ad andare a piedi, a usare l’autobus? Riusciremo a non arrabbiarci per le transenne? A tenere in casa i rifiuti, a rinunciare al sabato notte alla Marina? E come faranno i lavoratori della Rinascente e degli altri negozi aperti ad arrivare in orario?  Prevarrà la fede o la rabbia, ci scopriremo una città unita oppure ancora una volta divisa? Ci sarà qualcuno che strumentalizzerà persino la visita del Papa? Troppi interrogativi per un’organizzazione che poteva essere più soft.   


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