Il Padiglione Nervi? Facciamone un grande teatro sul mare a Cagliari

La proposta di Susanna Galasso: cosa ne pensate?

di Susanna Galasso

– Continuando la passeggiata dal terminal crociere, ormai diventato per noi il “mercato del pesce del molo Ichnusa”, proseguendo lungo la nuova viabilità di “Su Siccu” e oltrepassando la marina di sant’Elmo ci si imbatte nel padiglione Nervi ubicato sul molo allo sbocco a mare del canale della Palafitta.

Edificato nella seconda metà degli anni cinquanta per lo stoccaggio del sale proveniente dalle saline di Molentargius prima di essere imbarcato per il “continente”, il Magazzino del Sale, attribuito all’ingegnere Pierluigi Nervi, è stato completamente abbandonato con la chiusura delle saline avvenuta nel 1985.

Troppo bello per essere demolito, troppo ingombrante per essere abbandonato lì senza una specifica funzione, troppo particolare per poter essere adattato ad usi turistici o ricettivo-alberghieri. 

C’è la proposta di trasformarlo in un acquario. Ma non si sa quale richiamo potrebbe avere un altro acquario in Sardegna, senza un grande e ricco retroterra di potenziale clientela come lo ha per esempio quello di Genova e senza dimenticare che a Roma, entro il 2016, dovrebbero inagurare il SeaLife Roma Acquarium. 

Tutti i Sardi conoscono il mare, almeno ai nostri giorni! Si può comprendere una famiglia che da Milano o da Torino porti i figli a vedere il mare, con un acquario che ne ospita la flora e la fauna. Ma davvero si vuol pensare che da Oristano o da Sassari qualcuno verrebbe fino a Cagliari per vedere com’è fatto il mare e come son fatti i pesci?

Se ne volessimo fare l’ennesima installazione museale, con più reperti che visitatori, giusto per accollare al Comune lo stipendio di una decina tra curatori e custodi, questa potrebbe essere una (inconfessabile) motivazione. Ma se volessimo invece farne una risorsa produttiva, capace di attrarre e produrre ricchezza?  

L’idea è quasi una scommessa. Ed è quella di farne un grande e straordinario teatro di posa in riva al mare, in grado di attrarre produzioni televisive e cinematografiche da tutto il mondo, dando così concretezza agli ambiziosi progetti della Commissione Cinema della Regione Sardegna e creando uno spazio produttivo fruibile anche dalle realtà televisive locali.

Il discorso poggia infatti solidamente su alcuni indiscutibili fatti.

La nuova legislazione statale sui finanziamenti alla cinematografia ha ricominciato ad attrarre in Italia le grandi produzioni internazionali, da Spectre a Roma al Racconto dei Racconti in Puglia, dall’Operazione UNCLE in Campania fino al remake di Ben Hur a Cinecittà.

La Sardegna è già oggi un set tra i più apprezzati dalle produzioni pubblicitarie, per la straordinaria varietà dei paesaggi e per la vicinanza al continente. In Sardegna son stati girati i commercial di Montenegro, Pagani, Estathé, Barilla, Jaguar, Suzuki, Vodafone, Volkswagen, Renault, Alfa Romeo, Diesel, Tim, Fiat, Bilboa, Vidal e di tantissimi altri marchi. Ma mentre per le riprese esterne la Sardegna è quanto di meglio si possa desiderare, per le riprese in interni – in assenza di un teatro di posa professionalmente attrezzato – si deve ancora ricorrere agi studi di Roma o Milano.

In Sardegna si è formata una scuola di giovani e “diversamente giovani” registi che non ha tuttavia un luogo fisico di riferimento, e che potendo disporre di una struttura di tale importanza non potrebbe che crescere artisticamente e professionalmente.

Esistono da decenni in Sardegna realtà televisive costrette a limitare la propria attività a piccole produzioni gestibili in studio, dunque destinate al solo mercato locale, ma che potrebbero, in presenza di strutture adeguate, compiere un salto di qualità verso produzioni più impegnative da ricollocare su mercati più ampi. 

Da quanto esposto il possibile organo gestionale di una struttura tanto importante e impegnativa dovrebbe essere formato da un Consiglio con al proprio interno i rappresentanti delle associazioni cinematografiche, teatrali, dei registi, delle emittenti televisive locali, che operi sotto la diretta supervisione della Sardegna Film Commission.

A un Centro di Produzione di quelle dimensioni andrebbe riservato anche un congruo spazio esterno (che già esiste) per il montaggio di scenografie per riprese esterne, che godrebbero del favorevole clima cittadino, soleggiato per gran parte dell’anno, con l’ulteriore possibilità di facili riprese a mare. Un Centro di produzione in attività per gran parte dell’anno, sarebbe anche un importante centro di formazione per nuovi registi, autori, attori, tecnici, operatori, scenografi, oggi costretti, per studiare, a lasciare l’isola. 

Si tratta ovviamente di un progetto coraggioso, che non ha eguali in nessun’altra parte della repubblica italiana. La Sardegna, realizzandolo, conquisterebbe un primato di straordinario prestigio. 

E a noi, che non piacciono le cose terra terra (marciapiedi, piste ciclabili, sistemazioni di piazze, rotatorie, passeggiate etc.), questa idea piace molto e il grande teatro di posa “Amedeo Nazzari” di Cagliari potrebbe diventare un importante attrattiva economica e culturale di riferimento per le produzioni di tutto il mondo. Ebbene sì, non ve l’ho detto? Il teatro di prosa dovrebbe essere intitolato ad Amedeo Nazzari grandissimo attore nato a Cagliari nel 1907 che ha lavorato a teatro, cinema e televisione, sia in Italia che nel resto del mondo, con all’attivo una novantina di film e diverse partecipazioni televisive. La sua voce possente e virile, per chi l’ha sentita, rimane come segno di distinzione e riconoscimento.

N.B. E’ vero che non mi piacciano le cose di scarso pregio (terra terra) ma il riferimento a quanto indicato tra parentesi è scaturito solo dal fatto che si trattava comunque di sistemazioni prevalentemente del suolo (terra per l’appunto). Si apprezza decisamente quanto si sta facendo per la sistemazione di piazze, piste ciclabili, passeggiate e rotatorie, ma la città è un’altra cosa. La città è il luogo delle idee, dei cittadini e delle cittadine, degli operatori economici, non solo di deambulanti, ciclanti e passeggianti.

La città è il luogo dove si mischiano vite diverse, dove nascono tensioni che devono trovare nella città stessa le soluzioni, la polis città è il luogo dove è nata la democrazia e dove la stessa si attua.

Fonte: Cagliari Città Capitale


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