“Il mio compagno disabile grave da 21 anni a Maracalagonis, costretti a anticipare i soldi per il badante”

È un sos gigantesco quello che lancia Daniela Serra. Dal 2001 si prende cura di Fabiano, il suo unico amore, immobile a letto dopo due emorragie cerebrali e una meningite: “I suoi genitori sono morti in un incidente stradale, ogni mese devo pagare 1200 euro per garantirgli l’assistenza: sono soldi della Regione, dati al Comune, che se va bene ricevo ogni due mesi anzichè mensilmente. Stiamo facendo la fame”

Lo accudisce, con tutto l’amore che ha solo chi, più di ventidue anni fa, ha deciso che sarebbe stato l’uomo della sua vita. Daniela Serra, 52enne di Maracalagonis, è l’unico appiglio sicuro per Fabiano Cossu: 53 anni, nel 2001 viene colpito da due emorragie cerebrali e una meningite che lo costringono a trascorrere ogni istante inchiodato ad un letto. I genitori li ha persi in un incidente stradale a luglio del 2001. Daniela è rimasta, sempre, accanto a lui, tra mille difficoltà. Una delle più grosse, che va avanti da qualche mese, è legata ai rimborsi del bonus regionale “Ritornare a casa”: denari che la donna anticipa per garantire 7 ore al giorno di assistenza al suo Fabiano: “A casa viene un badante che si occupa di tutte le cose più urgenti, dal lavarlo al somministrargli i medicinali. Fabiano prende solo pensione e accompagnamento, 1100 euro mensili. Altre entrate? Non ce ne sono, non posso lavorare perchè la mia vita è interamente dedicata a lui”. Il rimborso non arriva più con cadenza mensile, “ma ogni due mesi. E ogni novanta giorni devo anche fare i versamenti all’Inps per il badante. Tutte somme che mi vengono liquidate con un grave ritardo”. E le restrizioni, per la coppia, sono sempre più soffocanti: “Dobbiamo fare visite mediche private, visto che i tempi della sanità pubblica sono troppo lunghi. Anch’io ho dei problemi di salute, Fabiano ha bisogno di un certo tipo di latte per la sua alimentazione e molte creme per curargli le piaghe”.
Daniela Serra racconta di essersi rivolta all’ente che, dopo aver incassato i soldi dalla Regione, deve redistribuirli. Il Comune di Maracalagonis: “Ho mandato anche un’email al responsabile del servizio”, racconta la 52enne, “sono già a conoscenza della nostra situazione e mi hanno risposto che devo presentare la busta paga di aprile e, poi, si vedrà quando avverrà la liquidazione. Forse non prima di giugno. Nel frattempo, però, stiamo facendo la fame e tirando la cinghia su tutto. Il mio compagno ha il diritto di avere ciò che gli spetta nei tempi giusti”.


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