Il grande flop di Flexicurity: da maggio solo 17 assunzioni

Su 4 mila destinatari, solo 1500 hanno potuto accedere ai tirocini formativi e solo 17 di questi sono stati poi assunti: il flop del progetto di inserimento lavorativo promosso dalla Giunta Pigliaru e messo in pratica dall’agenzia regionale del lavoro

“Noi lo avevamo detto mesi fa, il Flexicurity si rivelerà  un grande flop. Avevamo visto giusto”. Esordiscono così i lavoratori del C.L.A.S., Comitato Lavoratori Attivi Sardegna, riferendosi al progetto promosso dall’agenzia regionale del lavoro, e i numeri sembrano dar loro ragione. Su 4 mila destinatari, solo 1500 hanno potuto accedere ai tirocini formativi e solo 17 di questi sono stati poi assunti: i dati si riferiscono al periodo che va dall’avvio del piano, maggio 2015 a tutto il mese di ottobre. “Il piano Flexicurity – spiegano i lavoratori del C.L.AS. – di fatto si è dimostrato esser un flop. Sono stati messi a correre 23 milioni di euro per un’azione che si profila esser la solita minestra, quella di dare alle imprese per incentivarle ad assumere ma che di fatto ha prodotto solo 17 buste paga”.

 Le risorse finanziarie finanziate per il progetto, fratello gemello del tanto discusso Garanzia Giovani, sono pari a oltre 23 milioni destinati alle attività di animazione, all’attivazione del tirocinio comprese le spese obbligatorie e di gestione, all’erogazione del voucher del tirocinio e all’erogazione del bonus. Il progetto è finalizzato a regolamentare progetti di tirocinio con voucher e bonus occupazionale rivolti a disoccupati domiciliati in Sardegna, inseriti in un apposito elenco pubblicato su www.sardegnatirocini.it, che non possono più usufruire di ammortizzatori sociali. Le azioni principali previste dal bando sono due: l’attivazione di tirocini di inserimento o reinserimento di durata di 6 mesi, con un orario di 30 ore settimanali a fronte del quale viene garantito un voucher mensile lordo di 600 euro per un totale di 3.600 euro. E l’erogazione di incentivi finalizzati all’assunzione mediante il riconoscimento di un bonus occupazionale alle imprese che assumeranno i soggetti destinatari dell’avviso pubblico, che prevede un contributo diversificato a seconda del tipo di contratto che le imprese andranno ad attivare. “Ma se ogni giorno in Sardegna chiudono imprese e esercizi commerciali per mancanza di commesse e scarsa competitività e capacità imprenditoriale oltreché per la forte crisi – aggiungono i lavoratori del C.L.A.S. –  come si può anche solo per un minuto pensare di ripetere gli stessi errori commessi nel passato pagando per assumere? Queste ipotetiche politiche hanno portato, e lo vediamo oggi, alla formazione di un esercito di persone in mobilità in deroga. Uomini e donne assunti con gli incentivi sotto forma di sgravi fiscali, salvo poi esser licenziati e finire, dal 2010 ad oggi, nel pantano degli ammortizzatori sociali che di fatto hanno alimentato il clientelismo e l’assistenzialismo. I numeri del Flexicurity sono chiari e fanno emergere tutta l’inadeguatezza di questi provvedimenti. Ma ora chi risponde di 23 milioni gettati all’aria?” 


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