Il dramma di Cinzia: “Vivo in una roulotte a San Sperate con i miei figli, aiutatemi”

La casa nella quale viveva, Cinzia Massa, non l’ha più vista da giugno: “Cacciata dal mio compagno, non ho più il reddito di cittadinanza e i miei figli sono disabili: da anni, ormai, sto aspettando una casa dal Comune”

Un camper tutt’altro che nuovo di zecca, “donato da una mia zia”, adagiato su un terreno di campagna “di proprietà dei miei genitori”. Questa, da giugno, è la nuova casa di Cinzia Massa, disoccupata 48enne di San Sperate. Dentro, due lettini, un bagnetto minuscolo e, fuori, “una piccola baracca dove ho allestito una cucina a gas e qualche mobile sgangherato”. Quattro mesi di una vita “che non auguro nessuno, nemmeno un cane sta passando quello che sto passando io”. Ma cosa c’è dietro? Stando al racconto della donna, problemi di natura familiare: “Ci sono stati litigi col mio compagno e sono stata cacciata di casa verso metà giugno. Con me ci sono i miei due figli, entrambi disabili e bisognosi di essere seguiti costantemente. Ecco perché non posso lavorare, in passato ho svolto lavori socialmente utili per conto dell’amministrazione comunale. Prendo solo 290 euro al mese, soldi legati alla pensione del mio figlio più grande, a ottobre saranno cinquecento”. Nemmeno un centesimo di più sarebbe destinato ad entrare nelle tasche della donna.

“Qui in campagna ci sono i topi, non abbiamo corrente elettrica e siamo attaccati ad un generatore, ma la notte siamo costretti ad utilizzare le candele per farci luce. L’acqua? Utilizziamo quella che ci porta mio fratello, direttamente da un pozzo. Al Comune conoscono bene la mia situazione, col mio compagno non sono rose e fiori già da tempo e, da almeno tre anni, chiedo di avere una casa. La Caritas mi porta la spesa una volta al mese, ricevo poi aiuti da un gruppo sociale di Uta”. E, in effetti, nelle stanze comunali il nome di Cinzia Massa è ben noto. Il sindaco Enrico Collu, contattato da Casteddu Online, spiega che “la donna e i suoi due figli sono seguiti dagli assistenti sociali del Comune da tanti anni, dalla Caritas della città e da altre associazioni. Il problema è che non riusciamo a trovarle una casa a San Sperate, e lei non vuole andare in un altro paese e noi non abbiamo disponibilità di abitazioni comunali. Siamo disposti ad aiutarla con l’affitto, ma dobbiamo prima trovare la casa”.


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