Il Covid uccide pure i matrimoni: 6 coppie su 10 rinunciano al grande giorno

La pandemia ha avuto un effetto devastante sui fiori d’arancio, soprattutto per i riti celebrati con cerimonia religiosa che segnano il -67,9%, con il record in negativo registrato a sorpresa nel sud Italia. Calano anche i riti civili del 28,9%. La flessione è iniziata proprio a marzo 2020, quando la pandemia ha iniziato a correre, e si è protratta per tutto il 2021. Il colpo di grazia è stato dato dal peggioramento delle condizioni economiche

Il Covid uccide pure i matrimoni, con un crollo dalla portata eccezionale  e mai raggiunta prima: i riti religiosi registrano il -67,9%, quelli civili il -28,9%. A registrare la flessione più forte è, a sorpresa, il Sud Italia con -54,9%, seguito dal Centro (-46,1%) e dal Nord (-40,6%), anche se i dati sono facilmente spiegabili con le diverse tipologie di celebrazioni e festeggiamenti nelle diverse zone del Paese: pochi invitati e ricevimenti molto sobri al nord, centinaia di invitati e festeggiamenti decisamente sopra le righe al sud, tanto che in molti hanno preferito rinunciare piuttosto che accontentarsi di festeggiamenti ridotti. Una tendenza certificata dai dati: la prevalenza di ricevimenti con almeno 100 invitati è netta nel Mezzogiorno (55,8% dei ricevimenti rispetto al 39,3% del Nord), così come per quelli con almeno 200 invitati (19,8% rispetto al 10,2%). I festeggiamenti nuziali con meno di 30 invitati incidono invece per il 12,1% al Nord e solo per il 3,5% nel Mezzogiorno. A mettere il carico da novanta sulla crisi dei fiori d’arancio è stata poi la crisi economica innescata dalla pandemia, con attività chiuse e migliaia di persone rimaste senza lavoro.

Facendo la media fra riti religiosi e civili, la pandemia ha quasi dimezzato il numero delle nozze in un solo anno: sono stati celebrati 96.841 matrimoni, 87 mila in meno rispetto al 2019 (-47,4%). La battuta d’arresto si osserva proprio a partire da marzo 2020 con picchi ad aprile e maggio, mesi in cui le restrizioni si sono inasprite. Alcune misure di contenimento (divieto di assembramenti, numero massimo di persone in caso di eventi) hanno comunque riguardato l’intero anno 2020 e si sono protratte nel 2021. Ultimo elemento, decisamente poco confortante, è che a causa della diminuzione delle nascite si assottiglia sempre più la quantità di ragazzi e ragazze in età da matrimonio, lasciando spazio a una popolazione sempre più anziana.

 


In questo articolo: