Il commovente appello del vigile del fuoco: “Cerco quella bimba sarda che ho salvato nel 1972, investita da un furgone”

“Quando fui trasferito sul continente persi tutti i suoi contatti. Oggi a distanza di tanti anni la vorrei rivedere e riabbracciare . Se non sarà possibile pazienza vorrà dire che vi ho raccontato una bella pagina della mia vita”

Il commovente appello del vigile del fuoco: “Cerco quella bimba sarda che ho salvato nel 1972, investita da un furgone”. Diventa un boom di condivisioni sui social network l’appello lanciato dal vigile del fuoco Aldo Baia: “Ho fatto servizio nei vigili del fuoco a Nuoro nel 1972- racconta-  ebbi modo di soccorrere una bambina che stava andando a scuola, investita da un furgone nei pressi della nostra caserma, che attraversava la strada, mentre ero uscito per andare a fare colazione a piedi. Aveva riportato una terribile ferita sopra un occhio causata dalla lente degli occhiali. La tirai fuori da sotto il furgone ed il sangue le usciva copiosamente, le misi il mio fazzoletto sulla ferita e le dissi di tenere premuto. La presi in braccio ed iniziai a correre a piedi verso l’ospedale civile di Nuoro che distava non molto lontano, mentre alcuni passanti andarono in caserma a chiedere di far uscire la nostra ambulanza su cui salii tenendo sempre in braccio la piccola. Arrivati al pronto soccorso i sanitari subito la portarono in sala operatoria, ma lei si rifiutava tra un pianto e grida disperate di lasciarmi la mano chiedendo che rimanessi con lei. La sedarono e mi dissero che aveva perso molto sangue ed io ed i miei colleghi dell’ambulanza senza esitare offrimmo il nostro. Dopo le trasfusioni rimanemmo sul posto per accertarci delle sue condizioni. Vennero i familiari che non smisero un attimo di ringraziarmi e vedendo la mia divisa zuppa di sangue vennero dopo in caserma a ringraziare il mio comandante e mi chiesero di poter lavare loro pantaloni, maglione e canottiera. Era il mese di novembre ricevetti un encomio per quel gesto e più volte andai a trovare la bambina che allora aveva circa 10 anni ed era se ricordo bene la più piccola di 4 sorelle ed abitavano in alcune case popolari non distanti dalla nostra caserma. Quando fui trasferito sul continente persi tutti i suoi contatti. Oggi a distanza di tanti anni la vorrei rivedere e riabbracciare . Se non sarà possibile pazienza vorrà dire che vi ho raccontato una bella pagina della mia vita”. 



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