Il centrodestra:”Non abbiamo perso noi, ha perso Piergiorgio Massidda”

Alessandra Zedda e Paolo Truzzu criticano aspramente la campagna elettorale dell’ex presidente del porto, accusato di avere soffocato i partiti con un polo civico che ha fatto flop. Truzzu: non è stata costruita una visione della città, con liste civiche che riciclavano politici, è stato ammazzato anche il vero civismo

Ora il centrodestra processa Piergiorgio Massidda: la sconfitta, secondo gli autorevolissimi esponenti Alessandra Zedda e Paolo Truzzu, è tutta colpa dell’ex presidente del porto. Di una campagna elettorale blanda e soft, che non ha disturbato più di tanto il “manovratore”, innquesto caso Massimo Zedda. E di un polo civico che- secondo i dirigenti- ha soffocato i partiti senza ottenere i risultati sperati. Dopo il siluro della Zedda (notoriamente vicina a Giuseppe Farris) sull’Unione Sarda di oggio, arriva quello del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu. Una lunga requisitoria che analizza così la sconfitta: “Massimo Zedda ha vinto, complimenti a lui. Ma a chi vuol far credere sia stato un trionfo della sua amministrazione ricordo che mai nessun sindaco ha ottenuto la riconferma al primo turno per soli 600 voti. Aggiungo anche che molte liste del centrosinistra erano infarcite di candidati tradizionalmente vicini al centrodestra e su questo, al netto di opportunismi e scelte di comodo, dovremo avere la capacità di interrogarci e il coraggio di risponderci.

2. Più che una vittoria del centrosinistra è una sconfitta della coalizione civica vicina al centrodestra, che non ha saputo interpretare al meglio l’ansia di rinnovamento del proprio elettorato e non ha saputo costruire una reale visione di città. E’ mancato il messaggio o è stato comunicato male: gran parte degli elettori non aveva idea di cosa volessimo fare, al di là dell’opposizione a Zedda.

3. La costruzione di un progetto politico in un capoluogo di Regione non si può improvvisare a 5 mesi dalle elezioni, soprattutto se non governi e arrivi da 5 anni all’opposizione. Questo è a mio parere l’errore più grosso che hanno commesso i partiti tradizionali. Eppure già da giugno scorso Fratelli d’Italia aveva avvisato del pericolo.

4. I partiti del centrodestra tradizionale, così come l’abbiamo conosciuto, valgono oggi a Cagliari una percentuale tra il 20 e il 25%. Se si vuole tornare a vincere bisogna allargare la coalizione, includendo veri movimenti civici e chi non si riconosce nei partiti, non solo presunte liste civiche che riciclano politici. Anche perché così si rischia di ammazzare il vero civismo, che tanto bene fa alla propria comunità.

5. A Febbraio il centrodestra e le coalizioni civiche alternative al centrosinistra avevano in campo almeno 5 differenti candidati.Tutti gli elettori dicevano che divisi avremmo mandato al ballottaggio i grillini. Ecco perché il 32% di Massidda e il 36% delle liste è un risultato da cui partire, non uno su cui esercitare azioni degne del miglior Tafazzi, per costruire un progetto alternativo al centrosinistra.

6. Esiste oggi nel panorama cittadino e regionale un discreto numero di giovani validi politici e militanti che negli anni passati si sono dedicati intensamente e senza secondi fini a far crescere le proprie organizzazioni e comunità. Per creare un’alternativa valida e vincente al centrosinistra forse è il caso di promuovere questa nuova generazione a ruoli di primo piano, evitando di proseguire con inutili e deleteri personalismi”. 


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