Il botellon deturpa anche la periferia: via Contivecchi un letamaio

La nuova moda dei giovani a Cagliari: ubriacarsi e poi lasciare tutto nel caos. Anche fuori dalle discoteche

Lo chiamano il botellón e come avviene in altre città europee irrompe a Cagliari sporcando sempre più le strade urbane: cartacce, rifiuti, soprattutto vetro rotto ed anche vomito. 
Insomma: una vera schifezza che ha fatto la sua comparsa dopo le notti “brave” passate da tanti giovani per strada, a chiacchierare,  mossi dalla voglia di ascoltar musica, di fumare e di bere alcolici. Di trasgredire… forse a modo loro. 
Fin qui niente di male, non trovate? 
Se non fosse per quei rifiuti, sono un derivato di questo rito giovanile. 
Guardate ad esempio cosa scrivono alla nostra redazione (con tanto di immagini) da via Contivecchi. 
In questa strada periferica ha fatto la sua comparsa, dopo la mezzanotte, tanta sporcizia da far invidia a una discarica maleodorante. Lo sporco abbandonato per terra ammorba l’aria, sorge a due passi dal locale jkEwo’ e non è certo un bel biglietto da visita per la periferia urbana. Dove, su una ringhiera ed anche sull’asfalto c’è di tutto: fazzoletti sporchi, bicchieri di plastica, cartoni per pizza, bottiglie rotte. Ed altre  ancora semipiene di vodka. C’è puzza di urina e, sempre da queste parti, c’è chi ha rigurgitato su uno scalino. Lunedì, come di consueto, gli operatori ecologici avranno un gran bel da fare. È evidente che non sono solo i giardinetti di viale Fra Ignazio o quelli di viale Europa a ritrovarsi pieni di immondezza con il botellon. È un problema che sta crescendo a dismisura. Infatti alcuni   amministratori pubblici hanno sollecitato la presenza di forze dell’ordine o di videocamere negli spazi comunali che vengono spesso deturpati. 
Le telecamere preserverebbero quegli angoli di città nei quali socializzare nelle serate pre-disco, significa dialogare a base di alcool e di musica, facendo così del botellón una pessima usanza con l’abbandono dei rifiuti? 
 
Ragioniamoci su. 
 
Uno spazio urbano pulito che diviene subito sporco, dopo i raduni giovanili del venerdì e del sabato notte, fa specie. Perché la sporcizia che ne deriva salta agli occhi, e peggio ancora puzza. Oppure fa  bestemmiare i cittadini, magari lascerà indifferenti gli animi più insensibili. Di certo, lo sporco, fa lavorare sempre più gli operatori ecologici e crea indignazione per la maleducazione d’una minoranza che, speriamo, non diventi maggioranza. Altrimenti, tra un vomito raffermo e la mania di gettar per terra i rifiuti, ci sarà da meravigliarsi nel trovare uno spazio pulito in questa Cagliari che si sta colorando di verde. E di nuove piazze per socializzare mentre i tempi e le mode cambiano. A volte in meglio a volte no. Prevederne gli effetti, è sempre un problema. 
 
Marcello Polastri 

 


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