“Il boom di contagi in Sardegna? Colpa della “variante” arancione”

L’aumento delle positività al virus? Colpa della zona arancione. Secondo Marracini, direttore dei Covid Hospital di Cagliari “i casi attuali sono un effetto degli incontri di nascosto in case private o parcheggi di auto, visto che incontrarsi tranquillamente, seduti in un tavolino di un bar all’aperto è vietato”

“L’aumento dei casi è un aumento causato da effetto variante. Una variante arancione”. La provocazione è di Sergio Marracini, direttore sanitario dei Covid hospital cagliaritani.

“La zona bianca in Sardegna è durata 3 settimane (21 giorni), l’incubazione del virus è un media 4/6 giorni (minimo 0, massimo 10); come è possibile che si abbiano così tanti casi a distanza di un mese (1° marzo) dall’inizio della zona bianca?”, Si domanda Marracini, “qualcuno sostiene che sia una specie di effetto moltiplicatore dei contagi. Certo che sì, un positivo può infettare un altro positivo (rt 1) ma 100 positivi infettano 100 altri positivi. Ma questi contatti in zona arancione non dovrebbero essere ridotti? Cioè tutti questi contatti di positivi avvengono in zona bianca o in zona arancione? Come hanno fatto i 100 positivi a incontrare altri 100 che poi sono diventati positivi, senza distanze o protezioni?

O contenimento colorati di arancione non dovrebbero servire per diminuire i contatti (insieme a mascherine, lavaggio mani e distanza)?

 

Allora, all’11° giorno dall’inizio della zona arancione, arrivata dopo 21 giorni dalla zona bianca mi aspetto che tutti questi contatti non ci siano, se i colori funzionano.

 

Invece io credo che i casi in leggera salita della zona bianca fossero la normale risposta di una variante molto contagiosa che circola ormai al 90%, mentre i casi attuali, oltre che un moltiplicatore di questi pochi casi, siano un effetto degli incontri di nascosto in case private o parcheggi di auto, visto che incontrarsi tranquillamente, seduti in un tavolino di un bar all’aperto è vietato.

 

Nel 1920 gli Stati Uniti vietarono l’uso di alcolici in tutto il territorio, per 13 anni. Gli effetti disastrosi di quel divieto si vedono ancora oggi”.

 


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