I militari della Brigata Sassari alla scoperta delle catacombe di San Sebastiano

“Un percorso suggestivo all’interno di uno dei simboli della cristianità, una sorta di memoria sotterranea di inestimabile preziosità attraverso la quale tornano alla luce non solo le vicende delle prime comunità cristiane di Roma, ma anche elementi originali della cultura e dell’arte dell’Occidente”

“Un percorso suggestivo all’interno di uno dei simboli della cristianità, una sorta di memoria sotterranea di inestimabile preziosità attraverso la quale tornano alla luce non solo le vicende delle prime comunità cristiane di Roma, ma anche elementi originali della cultura e dell’arte dell’Occidente”.

Con queste parole padre Massimo Cocci, guardiano del convento San Sebastiano alle catacombe, il primo luogo di sepoltura ufficiale dei cristiani ed uno tra i più vasti ed importanti cimiteri ipogei della città antica, ha salutato una rappresentanza di soldati del Raggruppamento Lazio Abruzzo a guida Brigata “Sassari”, l’unità dell’Esercito da gennaio a Roma al comando dell’operazione “Strade sicure”.

Il sito, che si trova nel tratto iniziale dell’Appia Antica, è legato anche alla memoria dei santi apostoli Pietro e Paolo che qui furono temporaneamente sepolti alla metà del III secolo, alla cui scoperta ha contribuito fra Damiano Pinna, un francescano archeologo sardo, le cui spoglie riposano nella basilica stessa.

Nel corso della visita i soldati di “Strade sicure” hanno avuto l’occasione di vivere un’esperienza diversa e riflettere sulla vita di San Sebastiano, pretoriano romano e martire, sulle tradizioni, gli usi e i costumi della primitiva comunità cristiana, sulle prime espressioni artistiche ispirate dalla sua fede e sul periodo storico che ha dato vita al Medioevo.

“Le catacombe sono una sorta di memoria sotterranea, ma vivente”, ha spiegato il francescano. “Prima di tutto perché al loro interno si vive un’esperienza di interiorità anche fisica dovuta alla loro articolazione e profondità. La seconda esperienza è certamente di fede, perché si vedono tutti i segni cristiani, si percepisce la fiducia estrema oltre la morte e, quindi, la speranza nella risurrezione. Terzo aspetto è quello artistico, una dimensione affascinante per via della straordinaria bellezza degli affreschi che le popolano”.

La visita si inquadra nell’ambito delle iniziative volute dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, finalizzate all’innalzamento del benessere del personale anche in termini di conoscenza della storia militare e delle vicende storiche del Paese. 


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