“I giovani studenti sardi devono avere a cuore l’integrazione, è fondamentale per la società”

Ventiquattresima giornata della memoria per i morti di mafia, in piazza anche gli studenti del Marconi. Gigi Pittau, insegnante di italiano e storia: “Nell’Isola tantissimi beni confiscati e utilizzati da Libera per i campi estivi di legalità. I nostri ragazzi parlano, giustamente, anche di integrazione”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Ventiquattresima giornata della memoria per le vittime della mafia, in migliaia da tutta la Sardegna a Cagliari per sfilare e per “ricordare” in piazza del Carmine. Moltissimi istituti scolastici, c’è anche il Marconi. Gigi Pittau insegna italiano e storia e i suoi alunni hanno realizzato uno striscione con un messaggio di netta contrarietà alla mafia e piena apertura ai “barconi”: “È giusto parlare anche di integrazione e ricordare le vittime innocenti delle mafie, in Sardegna ci sono tantissimi beni confiscati e riconvertiti, come a Gergei. L’associazione Libera organizza dei campi estivi di legalità ai quali partecipano molti miei alunni. Bisogna fare in modo che la lezione non sia sempre e solo in aula”, ma, per esempio, anche in piazza.

 

Come mai lo slogan “blocchiamo la mafia, non i barconi?”: “Perchè è fondamentale far capire ai ragazzi che l’integrazione nella società di oggi è fondamentale”, osserva Pittau, “ci sono molti temi di estrema attualità,  anche i libri di testo ci danno questo spunto, il modo si apre. Ricordo che don Ciotti ha detto che bisogna portare i ragazzi nelle piazze per dare testimonianze concrete”.



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