“I giovani di Cagliari vogliono lavorare, non sono fannulloni e non chiedono mai i weekend liberi”

Gianfranco Deidda di Basilio si “schiera” con i tanti ragazzi e ragazze alla ricerca di lavoro nel mondo della ristorazione: “Tanti mi mandano il curriculum, se potessi darei a tutti un’opportunità. Non è vero che i giovani cagliaritani sono pelandroni, nessuno di loro ha mai dettato condizioni per lavorare da me”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA. E voi cosa ne pensate?

Ragazzi e ragazze che vorrebbero lavorare solo “se hanno il weekend libero e se possono non fare tardi per vedersi con la fidanzata”. A dirlo, ieri, Veronica Manunza Pirani, titolare della pasticceria-brasserie di Villanova, che ha raccontato che “alla fine, l’unico che ha accettato il lavoro da lavapiatti è stato un giovane senegalese, me l’ha segnalato una mia amica”. E il dibattito sui presunti giovani “svogliati” infiamma il mondo della ristorazione cittadina. Gianfranco Deidda, a capo dello storico ristorante Basilio in via Satta, offre un punto di vista diametralmente opposto e basato su dati concreti, cioè sul numero di giovani che sono venuti a bussare alla porta del suo locale per chiedere lavoro: “Non mi è mai capitato di avere a che fare con un giovane che volesse mettere condizioni come quelle del weekend libero o del non fare tardi la sera. I nostri ragazzi non sono pelandroni, anzi. La fame di lavoro è tantissima, tutti vogliamo le comodità, come il posto in banca o alla Regione, ma c’è anche la cosiddetta manovalanza che si deve accontentare, ma sempre nel rispetto delle regole. Ho sempre conosciuto giovani disponibili, qui da me uno chef è andato in pensione dopo trent’anni, gli altri che lavorano ai fornelli o in sala ci sono già da dodici, dieci e tre anni. Tutti hanno fatto la classica gavetta”, osserva Deidda.
“Tantissimi mi portano il loro curriculum vitae, ma non a tutti posso rispondere e offrire posti di lavoro proprio perché c’è una crisi generale, questo è il dramma”, afferma il ristoratore, “ed è coinvolta tutta l’Europa. È inutile andare a Londra per cercare lavoro, quali sarebbero le condizioni? Ci sono i pro e i contro”.