“I giovani cagliaritani non partecipano ai concorsi del Comune? Falso, è il sindaco che li fa fuori”

Il capogruppo Pd Marcello attacca il primo cittadino: “Ha dichiarato che i giovani non sono interessati ai concorsi: non è vero. Ma di che si lamenta? Li ha fatti fuori lui imponendo un criterio restrittivo al bando che, di fatto, ha tagliato fuori migliaia di aventi diritto”.

“I giovani non partecipano ai concorsi del Comune? Non è vero. E’ il sindaco che li fa fuori. Se riuscirà ad assumere poche persone all’ultima selezione sarà a causa dei criteri troppo restrittivi che hanno tagliato fuori parecchi partecipanti”.
Fabrizio Marcello, capogruppo Pd in consiglio comunale attacca il sindaco Paolo Truzzu. Ha presentato una richiesta di accesso agli atti per il bando sul “reclutamento di 58 unità di personale non dirigenziale da impiegare in attività connesse all’attuazione del Pon Metro 2014 -2020”, dopo le dichiarazioni del sindaco nel giorno dell’investitura dell’Alternos. Quando il primo cittadino aveva chiesto ai giovani cagliaritani di “non sprecare l’opportunità dei concorsi. Perché alle selezioni si presenta meno del 10 % delle persone che fanno domande. Questa settimana”, ha aggiunto, “abbiamo chiuso una selezione per 60 posti, se riusciamo ad assumere 10 dipendenti sarà un miracolo”.
Il sindaco fa riferimento al bando studiato per la predisposizione dei fondi europei, con contatti per 3 anni e 58 persone da selezionare (14 nel profilo C e 44 nel profilo D).
Sono pervenute per il profilo C oltre mille e 200 domande e per il profilo D mille e 181, quindi in totale coi titoli validi erano c’erano circa 2 mila e 400 persone per 58 posti.
“Se si legge l’articolo 3 del bando a pagina 7”, attacca Marcello, “si scopre che, dei profili validi, circa il 10 % sarebbe andato alla seconda prova, smentendo quello che ha detto il primo cittadino, il quale dichiara che i giovani non hanno partecipato. Quindi questo non è vero. Perché il numero dei titoli validi (2 mila e 400 persone) è la prova della partecipazione dei giovani. Il problema è dell’amministrazione che ha imposto un criterio troppo restrittivo per la partecipazione alla seconda fase (scritti e colloquio), facendo sì che solo il 10 % abbia avuto accesso al passaggio successivo. Quindi non è vero quanto sostiene il sindaco, cioè che i giovani non abbiano partecipato, ma è stato il criterio restrittivo del 10 % che ha penalizzato circa 2 mila persone che non potranno concorrere e andare alla seconda fase. Oltretutto il bando era molto specifico sulle competenze diritto penale, amministrativo e conoscenza bandi europei. E tutto questo, assieme allo sbarramento, ha tagliato fuori circa migliaia di persone. Di che cosa si lamenta il sindaco? E’ lui che li ha fatti fuori. Io spezzo una lancia in favore dei giovani  e denuncio le gravi responsabilità per dei criteri restrittivi che hanno fatto fuori numerosi partecipanti.

L’altro aspetto da evidenziare è questo: capisco che mettere in moto un concorso significhi spendere energie e magari facendo partecipare meno persone si risparmi qualcosa, ma il rischio ora è un nuovo bando e una spesa doppia”.


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