I cinesi di Cagliari: “Il Coronavirus? Viviamo qui da anni, basta trattarci tutti come appestati”

“BASTA CON LA TROPPA PAURA” – Capodanno cinese saltato e “paura” per il virus cinese. I commercianti nati in Cina non ci stanno: “Qualcuno dei nostri sta avendo meno clienti, non siamo mica appestati: il nostro cibo e i nostri prodotti sono sicuri e italiani”. Ecco le loro parole

La paura di essere contagiati dal Coronavirus? C’è anche a Cagliari: dopo l’annullamento del Capodanno cinese e il durissimo sfogo dell’organizzatrice Ispina Wang, “Il Capodanno cinese saltato a Cagliari per colpa di psicosi e troppe pressioni, qui non c’è il Coronavirus”, parlano loro, i cinesi di Cagliari. C’è chi è qui da generazioni e chi da qualche anno: in mattinata è uscita la comunicazione del Governo Conte con la dichiarazione dello “stato di emergenza sanitaria” per sei mesi. Ma nel capoluogo sardo, dalle viuzze della Marina sino a quelle di Villanova, la vasta comunità dagli occhi a mandorla non ci sta a essere etichettata, bene andando, come “pericolosa”. Il Coronavirus, in Sardegna, non è ancora arrivato: nessun caso riscontrato dalle autorità sanitarie, almeno sinora. Ma la “paura” di una parte dei cagliaritani sta portando, in alcuni casi, a un inaspettato calo degli affari. Claudio Zhou, 27 anni, è un giovane cinese che, a Cagliari, è riuscito a spiccare nel settore della ristorazione. Da qualche mese gestisce un locale di sushi in via Dettori: “Alcuni miei conoscenti, ristoratori cinesi, hanno lamentato un calo degli affari proprio nelle ultime settimane. Mi dispiace che il Capodanno cinese a Cagliari sia saltato per colpa di chi dice bugie, è come se i sardi avessero dovuto rinunciare al Natale. Noi non siamo certo stati colpiti dal virus. Non è giusto”, dice Zhou, “che ci trattino tutti come degli appestati. Io vivo qui da quando sono piccolo e non ho messo piede in Cina negli ultimi anni. La paura di alcuni cagliaritani è decisamente esagerata”.

 

Haofei Fu, 50 anni, vive da decenni nel capoluogo sardo e gestisce un negozio di abbigliamento in via XX Settembre: “Sono molto triste per l’annullamento del Capodanno cinese. Qui il Coronavirus non credo che arriverà, abbiamo consigliato ai nostri connazionali che ritornano dalla Cina di restare in isolamento per almeno due settimane. C’è un po’ di timore ma non paura, ormai la notizia del virus è diventata mondiale. Ci sono voci che girano tra i ristoratori cinesi, parlano di un calo degli affari. Ma il loro cibo è sicuro, arriva solamente dall’Italia”. Per il negoziante cinese, però, c’è la sgradevole sensazione di essere stati additati come “untori”: “Il governo cinese sono sicuro che risolverà in tempi brevi questo problema, per fortuna non ho avuto nessun calo di affari. Rispetto all’anno scorso ho aumentato il lavoro. Qualche cliente mi ha fatto delle domande sul Coronavirus, ma io ormai sono qui da tanti anni e non sono più tornato in Cina”.


In questo articolo: