Ha conquistato il mondo con “su filindeu”, Luca Floris incanta gli chef stellati con l’antica tradizione sarda

Dopo la tragica scomparsa della madre aveva pensato di abbandonare questa passione ma “grazie a persone a me care ho deciso di continuare a far conoscere le tradizioni della nostra terra”. 

Ha conquistato il mondo con “su filindeu”, Luca Floris incanta gli chef stellati con l’antica tradizione sarda. Dopo alcuni mesi di stop, le sue mani riprendono a impastare la semola per trasformarla nei lunghi “fili” apprezzati ovunque. Dopo la tragica scomparsa della madre aveva pensato di abbandonare questa passione ma “grazie a persone a me care ho deciso di continuare a far conoscere le tradizioni della nostra terra”. 
Nel mondo della cucina il suo nome è oramai ben noto: lui è Luca Floris, 50 anni, di Nuoro e da anni le sue comparse in progammi televisivi e riviste riscuotono un immenso successo. Il suo blog, interamente dedicato alle tradizioni sarde, è seguito da migliaia di persone oltre che dai volti più famosi, nell’ambito culinario, sia nazionali che internazionali. Dopo alcuni mesi di stop, in cui aveva espresso la volontà di interrompere la lavorazione, ha annunciato il suo ritorno e, presto, prenderà parte a un nuovo progetto internazionale. 
Nato nel capoluogo barbaricino 50 anni fa, è il più piccolo di quattro figli e ha iniziato il rapporto con la pasta grazie alla mamma, abile maestra nel ricreare e tramandare i sapori che caratterizzano il territorio. Pian piano per Floris aprire un pacco di semola diventa sempre più un’esigenza:  seadas, tagliatelle, lasagne malloreddus, pane  e tante altre lavorazioni, rigorosamente fatte a mano, diventano quasi quotidiane. Ma è grazie a su filindeu che arriva l’inatteso successo: “È una lavorazione alla quale mi sono avvicinato quasi per caso dopo aver sentito l’intervista di una persona che diceva che nessun uomo voleva impararla. L’ho presa come una sfida e ho iniziato uno studio maniacale per apprendere quest’arte, finché, dopo aver impastato incalcolabili chili di semola, sono riuscito finalmente a imparare l’importantissima lavorazione”. “Ho avvertito l’appoggio di tantissimi nuoresi ma anche l’ostilità di alcuni di essi, è una lavorazione coperta quasi dal segreto di stato, una pratica che viene custodita gelosamente”. 
Arrivano le prime soddisfazioni: Luca Sardella lo vuole in tv, seguono, repentinamente altri programmi nazionali e internazionali. “Mi contattano chef da diverse parti del mondo: Canada, Cina, Inghilterra, Germania e, nell’estate del 2021, una troup tedesca è giunta sino a Nuoro che, dentro le mura di casa, ha girato un documentario riguardo le lavorazioni delle tradizioni sarde”. “Filiblogger” è oramai il suo soprannome ma la “medaglia d’oro” giunge quando, a novembre, la rivista nazionale più conosciuta gli dedica un inserto speciale e la prima pagina. “Una grande emozione e la consapevolezza del grande risultato”. La rivista va a ruba, impossibile quasi reperire una copia, “ma la  gioia più immensa me l’ha regalata mia mamma che, con occhi pieni di orgoglio, ha sventolato le pagine innanzi a parenti e amici”. 
Pochi giorni dopo, però, una tragedia sconvolge la vita di Luca Floris: il 10 novembre la sua amata madre viene investita mortalmente mentre attraversava sulle strisce pedonali in viale Repubblica a Nuoro, un incidente “che mi ha strappato quella che era la mia vita, la mia guida. Improvvisamente lei non c’era più e volevo mollare tutto. Una parte di me è morta con lei ma, grazie a persone a me vicine, ho trovato la forza di riprendere in mano la pasta”. 
Sul suo blog, “Su filindeu nugoresu”, le antiche tradizioni sarde incantano nuovamente gli appassionati e un nuovo e importante progetto internazionale è alle porte. 


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