Guspini,centro riabilitativo Santa Maria Assunta:quando la riapertura?

Il centro di eccellenza nella riabilitazione intensiva chiuso da anni, e in mano al commissario liquidatore. Che fine hanno fatto le promesse di riapertura? 

Che fine hanno fatto le promesse di riapertura del centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini, chiuso ormai da anni?Se lo chiedono i consiglieri del gruppo IMPARI -Ricominciamo da Guspini Federica Caria, Marcello Pistis, Cinzia Guidarelli, Simona Cogoni, in una lunga nota.

 

“A maggio 2015, a pochi giorni dal voto per le elezioni comunali, nell’assemblea organizzata dal PD guspinese sul tema della Riforma della sanità sarda, presenziata dagli esponenti del PD locale, dall’On. Pinna, da Renato Soru e dall’Assessore alla Sanità Luigi Arru, veniva annunciata ufficialmente la prossima riapertura del Santa Maria Assunta di Guspini, centro d’eccellenza nella riabilitazione intensiva, chiuso da anni e in mano al commissario liquidatore.  Da allora, nonostante le promesse, nulla è stato fatto, ed anzi, nel silenzio più assordante, apprendiamo dalla stampa informazioni sconfortanti. 
Non ci sarebbe alcuna convenzione, e gli accreditamenti per i posti letto necessari perché la struttura possa essere riavviata, sarebbero stati dirottati alla clinica di Villamar. Ci aspettavamo una pronta replica da chi è stato eletto nel nostro Comune e in Regione per rappresentare gli interessi della nostra comunità, e partecipa ai tavoli tecnici e politici in cui si decidono le sorti della struttura. Non  c’è stata alcuna risposta, e neppure un filo di protesta verso l’operato di Pigliaru e dell’Assessore Arru. Ricordiamo con grande imbarazzo i tempi in cui l’ex Sindaco Pinna, ora consigliera regionale e componente della commissione sanità, interrompeva la sfilata del Carnevalinas e saliva sin sopra al campanile per manifestare la protesta dell’Amministrazione comunale, insieme ai dipendenti della clinica, contro il governo regionale di centrodestra, colpevole di non mantenere gli impegni presi e di costringere ad una situazione di deterioramento fisico e morale la clinica e la nostra comunità.  
Irritati per il silenzio delle autorità locali, ci chiediamo: “per chi suona adesso la campana?”Si dice che la speranza sia l’ultima a morire. Noi vorremmo aspettarci un sussulto d’orgoglio e “sano campanilismo” da chi può e deve fare sentire la voce di Guspini, ma forse per questo non basterebbe una seduta spiritica.
“Se ci siete, battete un colpo!”