Guerra per l’autovelox sulla 131 Dir a Selargius: “È regolare e resta acceso, incidenti diminuiti”

Attivo dal 2020, il Comune ha già incassato 2 milioni. 40mila euro persi per cause fatte dagli automobilisti. Il sindaco Concu: “Distanza dal cartello di avviso regolare, lo dice l’Anas. Strada molto trafficata e più sicura: basta bugie”. Il comandante Cantori: “In appello stiamo sempre vincendo i ricorsi”. Opposizione furiosa: “Troppi debiti fuori bilancio, spegnetelo”


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Guerra totale, politica, a Selargius, sull’autovelox installato tre anni fa sulla 131 Dir, la lingua d’asfalto più trafficata di tutta la Sardegna. L’impianto che pizzica e multa chiunque superi in auto gli 80 chilometri orari resterà acceso. La maggioranza, uscendo dall’Aula, sindaco in testa, ha annullato la possibilità che fosse messa a votazione la mozione della minoranza, con la quale veniva chiesto lo spegnimento. In una seduta del Consiglio caldissima, dove non sono mancate urla e attacchi reciproci, il comandante della polizia Locale Marco Cantori ha portato planimetrie e documenti: “In tre anni abbiamo incassato 1,9 milioni di euro a fronte di 40mila che abbiamo dovuto pagare per le cause perse davanti al giudice di pace. Ma in appello ne abbiamo già vinte quattro, e gli automobilisti sono condannati al pagamento delle spese. Dal primo gennaio 2023 a oggi abbiamo fatto 4451 verbali. Gli avvocati avevano consigliato di non ricorrere a tutti i ricorsi pendenti, considerando più opportuno e meno dispendioso puntare su singole cause. Io stesso”, rimarca il capo della polizia Locale, ho chiesto di andare sempre in appello su ogni sentenza del giudice. Il posizionamento dell’autovelox rispetto ai cartelli del limite di velocità sulla 131 Dir e sulla 554 è corretto”. Non l’ha pensata così la minoranza, con in testa il consigliere Franco Camba: “La distanza è minore di un chilometro per tredici metri, questo fatto ci porta a perdere le cause. Sinora ne abbiamo perse 250”, ricorda Camba, che ha attaccato sia la maggioranza sia, seppur in modo meno irruento, il comandante Cantori quando, dopo oltre un’ora di Aula, se n’è andato. “Chiederemo all’ingegnere Anas quali delle due lettere da lui firmate sia quella giusta”, aggiunge, in riferimento a due differenti documenti prodotti a distanza di pochi mesi con informazioni e dati diversi.

 

 

Ma, urla e barricate a parte, l’autovelox della discordia resterà acceso: “C’è una lettera dell’Anas, datata 23 novembre 2011. L’ingegnere Nicola Russo e il tecnico ingegnere Emanuele Perra ribadiscono che nulla è cambiato, rispetto al 29 giugno 2020, sulla segnaletica installata. I cartelli di preavviso sono messi ad una distanza maggiore di mille metri, non ci sono dubbi. È scritto”, tuona Concu, “tutto il resto sono bugie e falsità. Sono passato un’ora fa e ho fotografato il cartello degli 80 orari, è tutto regolare”, dice, mostrando la foto sul suo smartphone, poi girata anche alla nostra redazione. Concu ha ricordato, a seduta finita dopo che, insieme alla sua maggioranza, uscendo dall’Aula ha portato alla perdita del numero legale, che “prima pagavamo 60mila euro all’anno per gli interventi di manutenzione legati agli incidenti, oggi ventimila, come ha ricordato il consigliere di maggioranza Francesco Ciaramella. Ciò significa che la strada è più sicura e che, così, stiamo tutelando tutti”.


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