“Guardie turistiche chiuse e pronto soccorso sbarrato, a Iglesias tanti cittadini rinunciano alle cure”

I medici sulla costa? Inesistenti, e al Cto zero ricoveri. Chi può, non tutti, viaggia sino a Cagliari per essere curato. Il sindaco Mauro Usai: “Medici in affitto o soluzioni tampone? No, Nieddu faccia ripartire subito la sanità nel Sulcis: la nostra esasperazione è alle stelle”. La VIDEO INTERVISTA

A Iglesias le criticità legate alla sanità hanno superato il livello di guardia. Pronto soccorso sbarrato, nelle vicine località costiere è impossibile trovare una sola guardia medica turistica attiva. In caso di necessità o ci si affida al Sirai di Carbonia, ma l’ospedale è al collasso al pari del pronto soccorso, o si macinano tanti chilometri sino a Cagliari o si è costretti a rinunciare alle cure. Una situazione esplosiva, a denunciarla con forza è il sindaco Mauro Usai, che ha partecipato alla protesta di Cagliari, prima sotto l’assessorato regionale della Sanità e, poi, sotto il Consiglio regionale: “Il Cto è fermo, a Carbonia bisogna soccorrere anche i turisti che hanno bisogno di cure. Molti cittadini, però, sono costretti a rinunciare alle stesse cure”, racconta Usai. “Al Sirai i pazienti sono adagiati come se fossero pacchi nelle barelle del pronto soccorso, non sono immagini degne di un paese democratico e civile”.
Qualche giorno fa è emersa la volontà di fare arrivare, a Iglesias, medici in affitto per la riapertura del pronto soccorso: “L’esasperazione è massima, non si può programmare una assistenza sanitaria prescindendo dalle ramificazioni territoriali di tutti i Comuni. Non servono soluzioni tampone, vogliamo una piena ripresa delle attività del pronto soccorso. È a rischio soprattutto l’ordine pubblico”.


In questo articolo: