Green pass verso l’addio, crollo dei tamponi a Cagliari e Quartu: “Non ci sono più le file di febbraio”

La fine dello stato d’emergenza porta un netto calo dei test antigenici rapidi, code quasi sparite fuori dalle farmacie. Maria Pia Orrù: “Non facciamo più i numeri di due mesi fa, addio agevolazioni: pagano 15 euro anche i bambini”. Mariangela Lostia: “Molti, protestando, si sono vaccinati, poi c’è chi è guarito. Sono passata da 150 ad appena cinquanta tamponi al giorno”

La fine dello stato d’emergenza ha dato una “mazzata” decisa al numero di tamponi antigenici rapidi fatti, ogni giorno, nelle farmacie di Cagliari e di Quartu Sant’Elena. Un calo della metà, in media, con un relativo addio alle code sin dalla prima mattina per ottenere il green pass base. Una certificazione verde che, ormai, non serve più quasi da nessuna parte, doveroso precisarlo. E che dal primo maggio non esisterà più. E, con molti non vaccinati ultra cinquantenni che preferiscono prendersi un altro mese di aspettativa prima di tornare, senza più nessun obbligo, al lavoro, i farmacisti non hanno più a che fare con le lunghe code e, in parallelo, anche gli incassi legati ai tamponi si sono dimezzati. Maria Pia Orrù, farmacista di via Liguria a Cagliari e presidentessa di Federfarma, lo dice chiaramente: “La media giornaliera è di cinquanta tamponi, non sono i numeri che facevamo a Natale o un mese fa, a febbraio”. In quei mesi la media era “di almeno cento test. E a metà febbraio, inoltre, avevamo già notato un netto calo. I prezzi, ormai, sono uguali per tutti: 15 euro anche per i bambini, non c’è più l’agevolazione del Governo per i minorenni e non possiamo più proporli a otto euro. Continueremo a farli sinchè servirà, attualmente molti si fanno il tampone perchè hanno un raffreddore e sono impauriti”. E capire se si ha il Covid oppure no è pur sempre utile: “Avremmo potuto non lasciare i prezzi calmierati”, sottolinea la Orrù, “invece abbiamo deciso di non aumentarli”.
Da Quartu arriva la testimonianza di Mariangela Lostia: “Tra 40 e 50 tamponi al giorno, prima arrivavamo anche a farne centocinquanta”. In questo caso il crollo è del sessantasei per cento. Come mai? “Molti, anche protestando, si sono fatti il vaccino. Poi c’è chi si è ammalato e positivizzato, ottenendo il green pass”, afferma la farmacista. “C’è anche chi si è messo in aspettativa e solo da poco è tornato al lavoro. Sul calo dei tamponi antigenici rapidi ha influito la fine dello stato d’emergenza, oggi viene soprattutto chi ha sintomi o chi ha necessità del certificato di negatività, più giovani e anziani che hanno il raffreddore”.


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