Gli “ortigiani” che cambiano volto all’ex cava di Monte Urpinu

La bella storia: gli orti urbani nascono ufficialmente a Cagliari a Monte Urpinu, proprio nell’ex cava che era stata abbandonata per tanti anni

Gli “ortigiani” dell’ex cava di Monte Urpinu, come amano farsi chiamare, sono una ventina di volontari dell’associazione “Agriculture”, nata nel 2012, con l’intento di tutelare e valorizzare il territorio, promuoverne un uso sostenibile dando particolare rilievo all’agricoltura.

“Un’associazione creatrice di valori ambientali, sociali e culturali, -afferma il suo Presidente Paolo Erasmo, – che nasce dall’impegno e la passione di un gruppo di persone, di creare nell’ex cava di Monte Urpinu un orto urbano, grazie alla disponibilità del legittimo proprietario che ha permesso che ci occupassimo del suo terreno ”.

Paolo Erasmo, da anni si batte per l’ambiente e per la riqualificazione dei terreni abbandonati, sopratutto ex servitù militari spiega: “L’agricoltura è da noi considerata il mezzo attraverso il quale, possono essere soddisfatti i bisogni primari alimentari e quelli legati al piacere dell’assaporare il cibo prodotto, grazie alla quale, si possono ottenere risultati, sia di tutela del territorio e del paesaggio, sia di carattere sociale, legati all’integrazione e all’inclusione sociale, sia di cura a livello psico-motorio. Quello di Agriculture è un approccio partecipativo che vuole incidere sullo sviluppo del progresso civile e sociale degli individui.”

Lunedì 16 dicembre i volontari dell’associazione, dalle ore 15 per tutto il pomeriggio saranno presenti nell’ex cava a continuare quel progetto che parte dal “basso”, nella speranza di avviare una collaborazione anche con le amministrazioni per ottenere la gestione di terreni pubblici.

“Non ci sono secondi fini per l’associazione Agriculture, – conclude il Presidente – ma solo la voglia di recuperare aree abbandonate, dimostrare che si può fare senza nessun finanziamento, motivati dalla buona volontà. Lunedì saremo ancora all’ex cava con tutti gli “ortigiani” per proseguire i lavori di sistemazione e recupero per la realizzazione degli orti urbani dal “basso”.